Attenzione
Accecato dalla gelosia picchia la compagna
Trentottenne condannato a due anni e un mese per lesioni, ma assolto dall’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti
Luca Tronchetti
LUCCA. Accecato dalla gelosia aveva procurato all’allora fidanzata lesioni giudicate guaribili in un mese dai medici del pronto soccorso. Alla fine a liberarla dal giogo di quell’uomo più grande di lei e che le forniva la sostanza stupefacente sarebbe stata la cinquantenne madre della ragazza con una telefonata alla polizia decisiva per l’attivazione del codice rosa. Una drammatica vicenda emersa sei anni fa – con la vittima delle violenze che all’epoca aveva 21 anni – che raccontò agli agenti della Polfer e ai poliziotti della squadra Mobile la sua terribile odissea tanto che il suo ex – un immigrato che nel 2015 aveva 32 anni e che oggi è detenuto per reati legati agli stupefacenti e il 29 settembre di quell’anno venne condannato a 16 mesi di carcere per inottemperanza agli obblighi della sorveglianza speciale – venne indagato con l’accusa di lesioni aggravate, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Il collegio del tribunale presieduto da Gerardo Boragine ha condannato l’imputato, oggi trentottenne, a due anni e un mese per il solo reato di lesioni mentre è stato assolto dalla violenza sessuale e dai maltrattamenti in famiglia. Non ne riveliamo il nome per evitare di rendere riconoscibile la vittima. La ragazza residente in Lucchesia venne sentita in audizione protetta dai consulenti del tribunale. Confermò le botte e le vessazioni subite, ma solo parzialmente le ulteriori accuse tra cui quella di violenza sessuale che non sarebbe mai emersa in modo chiaro. Una vicenda che si sarebbe sviluppata in un contesto di degrado tanto che l’arresto del trentaduenne avvenne il 22 settembre 2015 nelle vicinanze dello scalo ferroviario ambiente che in quel periodo era altamente a rischio e dove, nei locali vuoti e abbandonati, i pusher rifornivano di sostanze stupefacenti i tossicodipendenti della zona. La ragazza lucchese, dieci giorni prima, era stata vittima delle percosse dell’ex fidanzato geloso. Un rapporto fatto di abusi e maltrattamenti continui e insopportabili tanto che spesso la giovane tornava dalla sua famiglia. Violenze fisiche, ma anche psicologiche da parte del compagno che, stando alla polizia, l'aveva sopraffatta impedendole di fatto di chiudere una relazione «malata» e di tornare a casa con i genitori. Grazie all’intervento della madre della ragazza la seconda sezione della squadra Mobile, referente codice rosa per la questura, attivò le ricerche e la giovane fu ritrovata vicino alla stazione di piazza Ricasoli assieme al compagno che venne arrestato.
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