Il Tirreno

Lucca

il caso 

Siena o Livorno per un esame La rabbia di un pensionato

G. P.

L’odissea di un 76enne della Piana per effettuare  un accertamento medico«Pensano che per un anziano  sia fattibile spostarsi così»

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LUCCA. Per cercare di risolvere il problema delle liste d’attesa nel 2017 è stato varato il cosiddetto Centro di prenotazione unico (Cup) di area vasta. L’idea è quella di rendere possibile la prenotazione di visite ed esami non solo nella zona di residenza, ma anche fuori. Funziona così: il cittadino si presenta allo sportello o chiama il call center. Attraverso il codice presente sulla tessera sanitaria il sistema individua il suo domicilio e gli propone la disponibilità più vicina alla zona in cui abita, in questo caso la Lucchesia. Ma contemporaneamente il sistema permette di conoscere le disponibilità offerta dagli altri territori. A quel punto, giusto per fare un esempio, il cittadino lucchese può scegliere se fare un esame al San Luca tra tre mesi o se spostarsi a Livorno, dove magari lo stesso tipo di prestazione è disponibile in due settimane.

Ingegnoso? Forse in teoria, molto meno nella pratica. La categoria che più spesso ricorre alle prestazioni sanitari è quella degli anziani. E come si può ben capire, per un settantenne alzarsi all’alba per andare a fare un esame, spesso a digiuno, in una struttura che si trova a 50-60 chilometri da dove abita, non è una cosa semplice. Lo racconta Marco Sodini, pensionato 76enne di San Gennaro, frazione del comune di Capannori. «Da oltre un anno devo fare esami e analisi approfondite per tenere sotto controllo il mio stato di salute – spiega –. Causa Covid ho rimandato a lungo questi accertamenti ma ora ho deciso di prenotare. E le sorprese non sono mancate: al Cup di Lucca mi hanno proposto di andare a fare l’esame a Livorno perché qui non c’era disponibilità. Siccome abito vicino a Pescia ho provato a sentire anche di lì, e mi hanno proposto una struttura di Siena. Ora io mi domando: ma chi ha pensato a questa soluzione, ha ragionato sul fatto che per una persona anziana spostarsi su queste distanze non è affatto semplice. Spesso gli esami sono al mattino presto, per cui bisogna alzarsi all’alba, magari rimanere digiuni, pagarsi taxi o treno, oppure prendersi un albergo per farsi trovare lì già al mattino dopo. Quanto viene a costare una trasferta del genere? Il tutto ammesso che uno sia in grado di farcela da solo. A quel punto è normale e probabilmente anche più economico rivolgersi al privato».

«Non voglio – conclude il pensionato Sodini – lamentarmi nello specifico del mio caso, bensì di un sistema che sembra non tener più conto delle necessità di assistenza che i cittadini hanno sul proprio territorio. In Italia si protesta per tutto, dalla Tav ai Green pass, ma di quello che è venuto meno in ambito sanitario in questi anni, a mio avviso si parla sempre troppo poco».

G. P.

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di Redazione web