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Lucca

Il tribunale nomina un consulente per l’affidamento

Luca Tronchetti
Il tribunale nomina un consulente per l’affidamento

Entro 90 giorni dovrà stabilire se la piccina ora fuori pericolo e ospite di una struttura protetta può essere data in custodia ai nonni o agli stessi genitori  

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Luca Tronchetti

LUCCA. Il tribunale dei minori di Firenze attraverso il giudice relatore Rosario Lupo ha dato l’okay all’avvio di una consulenza tecnica d’ufficio che stabilisca se i nonni materni e in seconda battuta anche i genitori residenti in Lucchesia – una volta concluso il programma di recupero – possano essere affidatari della neonata, che tra giovedì 11 e venerdì 12 marzo 2021, finì intubata e in coma per arresto respiratorio dopo aver ingerito una dose di metadone e cocaina. Adesso la piccina ha compiuto otto mesi: è fuori pericolo e da tempo è stata dimessa dall’ospedale di Pisa e ospitata in una struttura protetta della provincia di Lucca monitorata dai sanitari e affidata momentaneamente a una curatrice. I nonni materni, attraverso il legale della famiglia della mamma della piccina, hanno chiesto di poter aver in affidamento la bimba in quanto sono un solido punto di riferimento in attesa di una decisione sugli stessi genitori – che stanno seguendo un programma e un percorso di recupero e riabilitazione sotto le direttive del Sert – con la mamma, che da tempo pare avere preso coscienza della grave situazione provocata e che ha seguito il piano riabilitativo perché vuole tornare a occuparsi della figlia. Al momento il tribunale dei minori di Firenze ha sospeso la potestà genitoriale a lei e al padre della piccina in attesa prima della valutazione di adottabilità a adesso del responso del consulente tecnico d’ufficio che in un tempo massimo di 90 giorni, dopo aver effettuato colloqui con le figure coinvolte nel procedimento e con l’ausilio della video-audioregistrazione degli incontri, invierà al giudice il suo parere sulla possibilità di autorizzare l’affidamento della piccina ai nonni materni o anche la madre o eppure entrambi i genitori se avranno eseguito correttamente il percorso riabilitativo.

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