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Dopo quasi due anni di attesa via i lavori a Mulin di Burica
BAGNI DI LUCCA. Partiranno entro i primi giorni della prossima settimana i lavori per ricostruire la strada franata a Mulin di Burica, in località di Fabbriche di Casabasciana, dove da quasi due anni una famiglia è costretta a vivere semi-isolata. Il vicesindaco Sebastiano Pacini assicura che l’iter burocratico previsto dopo l’appalto e l’assegnazione dei lavori è stato compiuto, e che l’intervento può finalmente cominciare. Solo l’apertura del cantiere potrà placare la rabbia della famiglia Masini che proprio in questi giorni era tornata a protestare perché i promessi lavori non partivano, dopo «23 mesi di isolamento – aveva ricordato Claudia Masini – anche se nel maggio 2021 erano finalmente arrivati i famosi soldi per poter rifare la nostra strada. Poi però dovevamo aspettare tutti i fogli e le procedure per poter far partire i lavori. Infine avevamo una data, tutto era pronto, le promesse mantenute. E invece ancora oggi quando chiamiamo in Comune ci viene risposto che ancora manca un foglio per poter cominciare. Abbiamo fatto la legna per l’inverno: dovremmo metterla sulla carretta e volta per volta portarla a casa per un tratto di 200 metri in salita. Vorrei perciò chiedere a tutta la giunta: chi si offre volontario di portarmi la legna a casa? Il 19 novembre festeggiamo due anni di isolamento, siete tutti invitati».
Parallelamente il consigliere regionale Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia) attacca: «Nonostante le rassicurazioni e i soldi stanziati, dopo quasi due anni ancora nessuna traccia della strada promessa. Dal Comune di Bagni dicono che manca un foglio e, così, una famiglia continua a rimanere incredibilmente isolata. A maggio sembrava che fosse all’epilogo l’odissea della famiglia. Dopo lamentele e pressioni finalmente la Regione aveva stanziato i soldi per rifare la strada franata e, invece, sono trascorsi altri mesi in attesa dell’agognato inizio dei lavori. Un semplice foglio sta condannando ancora queste persone a disagi quotidiani. Per uscire e tornare a casa sono costrette ad un percorso alternativo con un tratto di 200 metri in semi-salita: anche portare la legna in vista dell’inverno è diventata una fatica d’altri tempi».
Emanuela Ambrogi
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