Attenzione
Acqua pubblica e beni comuni Un confronto a Verciano
Saranno presenti il portavoce nazionale di Potere al Popolo Giuliano Granato e l’ex consigliere regionale Tommaso Fattori
CAPANNORI. Venerdì 15, alle 18 alla Casa del Popolo di Verciano, si svolgerà l’incontro pubblico, promosso da Potere al Popolo, col portavoce nazionale Giuliano Granato e con l’ex consigliere regionale Tommaso Fattori e dedicato ad acqua, beni comuni, servizi pubblici e patrimonio pubblico a dieci anni di distanza dal referendum del 2011.
Un referendum, sottolinea PaP, «ripetutamente tradito dalle scelte politiche di governi nazionali e amministrazioni regionali e locali. Con la grande vittoria referendaria è stata rallentata la privatizzazione selvaggia dell’acqua, ma il processo continua ad andare avanti, in controtendenza con quanto successo in altre grandi città europee dove l’acqua è tornata pubblica. In Italia tutti i governi che si sono susseguiti hanno completamente ignorato la volontà popolare, ma anche la Regione Toscana circa un anno fa, con un accordo fra Pd e Lega, ha impedito il voto sulla proposta di legge dell’allora consigliere regionale Tommaso Fattori per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. L’acqua è un bene indispensabile di cui tutti devono fruire, ma in questi anni sia per le società pubbliche che per quelle private i profitti sono rimasti in tariffa e invece di essere utilizzati, ad esempio, per migliorare le reti idriche, sono stati spartiti tra i soci. Purtroppo sia il Piano nazionale di ripresa e resilienza sia il Decreto semplificazioni di qualche mese fa vanno nella direzione della privatizzazione. C’è, di nuovo, una spinta verso la privatizzazione, non solo per l’acqua ma anche per i trasporti e altri servizi pubblici essenziali. Sta accadendo il contrario di quello che indicava la volontà popolare attraverso il referendum del 2011».
Nella sua nota Potere al Popolo sottolinea come privato non corrisponda a maggiore efficienza, e ricorda le tariffe altissime («La logica è puntare al profitto»).
«E come non pensare – continua la nota – anche alle esternalizzazioni e all’aziendalizzazione nei settori della scuola e della sanità pubblica. Anche il patrimonio pubblico è sempre più colpito da alienazioni e operazioni speculative: il caso dell’ex Manifattura Tabacchi di Lucca è emblematico. La narrativa imperante è sempre la stessa: non ci sono alternative e il privato garantisce più efficienza. Ma, come abbiamo avuto modo di affermare in diverse circostanze, a maggior ragione in questo momento storico in cui perfino l'Unione Europea ha aperto a un grande rilancio della spesa pubblica col Recovery Fund, a mancare sono la volontà politica e la visione strategica per indirizzare gli investimenti pubblici a tutela del patrimonio pubblico e dei servizi pubblici essenziali, senza piegarsi agli interessi speculativi dell’alta finanza, delle grandi aziende multinazionali e delle fondazioni».
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