Sicurezza
Nuovi casi di reddito di cittadinanza ritenuto irregolare
Un trentenne della Lucchesia omette di dichiarare il rapporto di lavoro di un componente il nucleo familiare e deve restituire ventimila euro
LUCCA. Il sostituto procuratore Lucia Rugani sta passando al setaccio le centinaia di fascicoli che stanno arrivando, e continueranno ad arrivare sino ad esaurimento, dall’ufficio provinciale dell’Inps relative a presunte irregolarità nella domanda per l’ottenimento del reddito di cittadinanza. Ormai le somme complessive da restituire, nel caso che i processi si concludano con una sentenza di condanna, si avvicinano ai 7-800mila euro. Ma si tratta di un dato estremamente parziale perché i fascicoli esaminati sono poco più di 200 sui circa mille attesi al vaglio dell’ufficio del pubblico ministero.
Ultimi in ordine di tempo due casi che ammontano a cifre consistenti. Nel primo un trentenne residente nelle periferia cittadina per ottenere indebitamente il beneficio ha omesso, nella dichiarazione sostitutiva allegata alla domanda di reddito di cittadinanza presentata il 5 febbraio 2019, di sottolineare il rapporto di lavoro di un componente del nucleo familiare dipendente di un’azienda del comune di Altopascio. Per l’Inps e per la procura che chiede il rinvio a giudizio ha intascato indebitamente oltre 20mila euro. Altro importo significativo che, nel caso di condanna, il beneficiario dovrà restituire all’Erario è quello di 19mila 500 euro percepite in modo ritenuto illecito da una donna di trentanove anni originaria di Barga che il 29 marzo del 2019 ha presentato la richiesta di reddito di cittadinanza attraverso un patronato omettendo, secondo gli inquirenti, di comunicare il rapporto di lavoro in corso al momento della richiesta con una cooperativa lucchese. In questo caso il magistrato ha chiuso le indagini e si avvia a chiedere il rinvio a giudizio di fronte al gup se il legale della donna non presenterà memorie difensive o procederà alla nomina di consulenti tecnici di parte.
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