Sicurezza
«Non siamo un’officina Pronti al ricorso»
CAPANNORI. «Non è fantasma perché non è un’officina»: Jonathan Elia, titolare della ditta Olmicar, la rivendita di auto di via del Fanucchi, replica alle contestazioni che gli sono state mosse dopo un controllo della polizia stradale.
L’uomo è stato accusato di aver avviato un’attività di officina meccanica e di rivendita di auto usate senza alcuna autorizzazione amministrativa. «Ma questa – è la replica – non è un’officina meccanica. Io mi occupo di vendita di auto e ho tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere questa attività. Utilizzo l’officina solo per controllare le macchine che rivendo. Tutte le macchine che sono qui sono in vendita. Nessuno viene da me per far riparare la propria auto».
Fuori dal capannone che ospita l’attività, non ci sono insegne che indicano la presenza di un’officina.
Le fettuccine bianche e rosse, con il cartello “Attrezzatura sottoposta a sequestro amministrativo” circondano una parte delle apparecchiature all’interno del capannone.
Il titolare della rivendita le indica e, verbale alla mano, fa l’elenco dei materiali che sono stati posti sequestro: «Tre ponti sollevatori, un trapano, una pressa idraulica, due banchi da lavoro e tre carrelli porta attrezzi».
Un provvedimento contro il quale Elia ha annunciato ricorso.
Il problema, sostiene, era rappresentato dall’assenza della Scia, la segnalazione certificata di inizio attività, per l’attività di controllo meccanico delle sue auto.
«Ho iniziato la mia attività il 15 giugno 2021, facendo tutte le pratiche necessarie con l’architetto, il geometra e con il commercialista. L’unico documento che manca e che sto aspettando, per tutta una serie di ritardi, tra periodo estivo, Covid e lentezza burocratica, è la Scia. Invece adesso mi ritrovo equiparato a un delinquente, con i clienti che mi chiamano allarmati».
Intanto, mentre è tutto fermo in attesa della documentazione richiesta, l’uomo manifesta perplessità anche sulla sanzione che gli è stata inflitta (la polizia ha fatto sapere che a suo carico era stata emessa una contravvenzioni per quasi settemila euro).
«A me al momento non è stato notificato alcun documento di contravvenzione – conclude l’uomo –, ma valutando i termini dell’infrazione che mi è stata contestata il mio legale avrebbe stimato in mille euro la multa che dovrei ricevere».
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