Sicurezza
Scoperta una coltivazione di cannabis all'interno di un capannone a Marginone
I carabinieri hanno trovato 327 piante già cresciute e circa 80 chilogrammi di stupefacente, l'indagine partita da una segnalazione degli operai dell'Enel
ALTOPASCIO. Una piantagione di cannabis dentro un capannone industriale. A scoprirla, venerdì mattina nella frazione di Marginone, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Lucca. Ma a far scattare l'accertamento sono stati gli operai dell'Enel: sono stati loro i primi a scoprire che c'era qualcosa di strano. I carabinieri, infatti, erano stati allertati dalle segnalazioni degli operai dell'Enel, i quali avevano evidenziato alcune anomalie nel funzionamento della rete elettrica e insoliti consumi di energia elettrica nella zona. I militari hanno deciso di approfondire la questione, intensificando i servizi di controllo del territorio in quell’area. Ed è proprio seguendo un cavo elettrico sospetto che i carabinieri sono arrivati alla piantagione di cannabis indica, che era stata perfettamente organizzata nei locali di un capannone industriale parzialmente in disuso.
All’interno dei locali i carabinieri hanno rinvenuto: 327 piante di cannabis indica alte dai 135 ai 180 centimetri, quasi tutte in piena fioritura, coltivate in vaso; 80 germogli della stessa pianta, pronti a essere rinvasati; 300 dischetti di torba per germinazione; diverse confezioni di prodotti fertilizzanti e acceleranti della crescita; oltre 300 vasi vuoti e materiale elettrico di vario tipo.
I coltivatori, al momento ignoti, avevano attrezzato la struttura di un complesso impianto elettrico che alimentava oltre 30 lampade Hps (che emettono una luce che agevola la fase di crescita e la fioritura delle piante), un efficiente impianto di aerazione per dissipare il calore delle lampade e garantire una corretta ossigenazione alle piante ed un funzionale impianto idraulico per l’irrigazione.
Lo stupefacente sequestrato, pari a circa 80 chilogrammi, se fosse stato immesso nel mercato avrebbe fruttato, al dettaglio, circa 200mila euro. Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, mentre lo stupefacente, dopo essere stato sottoposto alla campionatura, è stato distrutto.
Proseguono le indagini per individuare i coltivatori.
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