Sicurezza
Confcommercio, appello a seimila soci: «Il rilancio è possibile se i centri storici tornano ad animarsi»
Pasquini: «Basta con il lavoro a distanza. Servono regole per le vendite online. E torniamo ai grandi eventi internazionali»
LUCCA. Senza il blocco dello smart working il commercio tradizionale non riparte. E non riparte nemmeno se la concorrenza con il commercio online continua a essere impari. Sono due dei punti salienti che hanno caratterizzato la relazione di Rodolfo Pasquini, presidente di Confcommercio Lucca e Massa Carrara, rivolta a una platea di circa seimila soci tra le due province.
«Il 2020 è stato un anno complicato – ha detto Pasquini – ancora nel pieno nell’emergenza Covid. Emergenza sanitaria prima di tutto, ma anche economica, lavorativa e sociale. Un periodo pieno di difficoltà per tutti noi, ma nonostante ciò la nostra struttura ha risposto alla grande, dando il meglio di sé e facendo fronte alle tantissime richieste di aiuto dei nostri imprenditori».
Pasquini ricorda molte delle battaglie sindacali condotte, a partire dalle sedi istituzionali, sul protocollo per gli affitti dei fondi commerciali necessario per la sopravvivenza degli esercizi; per ottenere sgravi come l’esenzione del suolo pubblico per i pubblici esercizi e i venditori ambulanti; per l’ampliamento del suolo pubblico in luoghi normalmente non idonei; per gli sgravi della Tari, soprattutto per quelle attività che per mesi non hanno prodotto rifiuti e si erano viste recapitare cartelle che non ne tenevano. L’impegno inoltre per «consentire la possibilità per i locali di effettuare la vendita per asporto o a domicilio, quando ancora nel lockdown non erano permessi dalle normative nazionali; per il nuovo piano della sosta e mobilità di Lucca e lo spegnimento dei varchi telematici nel centro storico di Lucca. A queste battaglie se ne affiancano altre, incessanti come quella per riaprire i locali da ballo, anche se il risultato ottenuto non è stato al massimo quello auspicato».
Il presidente di Confcommercio, augurandosi di tornare quanto prima alla normalità senza il covid, si dice intransigente in materia di vaccinazioni: «La vaccinazione di massa dev’essere un elemento inconfutabile per evitare in futuro nuove chiusure. Ci sono stati chiesti molti sacrifici per adottare strumenti come il Green pass: gli imprenditori hanno capito e si sono adeguati. Ma adesso ci auguriamo di non tornare alle chiusure del passato».
Confcommercio Lucca dichiara di avere sposato in pieno una richiesta al governo determinante per la ripartenza del commercio tradizionale: «Lo stop generale e definitivo, previsto per le pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre», al lavoro a distanza, lo smart working che era diventato prevalente nel periodo del lockdown e che per molti settori prosegue tuttora. «Lavorare in smart working – dice Pasquini – significa togliere vitalità ai centri storici, impoverire bar e ristoranti di persone che vanno a fare colazione o pranzo, ma anche i negozi di abbigliamento e accessori di clienti che, se costretti a lavorare ancora da casa davanti a un computer, di certo preferiscono fare acquisti online anziché in un negozio fisico. È una lotta impari quella fra negozi tradizionali e i colossi dell’e-commerce, resa ancora più scorretta da una diversità di pressione fiscale che non è più accettabile. Lo ribadiamo: stesso mercato, stesse regole».
Per il turismo, Pasquini sottolinea come «l’estate che si è conclusa ci abbia mostrato quanto è grande la volontà delle persone di tornare a viaggiare e spostarsi. Serve essere pronti con collegamenti e infrastrutture ma anche con contributi e il via libera a eventi di richiamo internazionale (come il Lucca Summer Festival, ndr), subito. E cerchiamo di non gettare al vento l’occasione offerta dal piano nazionale di ripresa e resilienza per operare un massiccio rilancio dei centri storici».
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