Il Tirreno

Lucca

REDDITO DI CITTADINANZA  

Scoperti altri “furbetti” Uno chiede 12mila euro ma lavora in una coop

L.T.
Scoperti altri “furbetti” Uno chiede 12mila euro ma lavora in una coop

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LUCCA. Continua il lavoro del sostituto procuratore Lucia Rugani a caccia dei furbetti del reddito di cittadinanza. Sono circa trecento i fascicoli fatti pervenire da cinque mesi a questa parte dell’ufficio provinciale dell’Inps che ha comunicato alla procura di aver individuato, su cinquemila domande presentate, mille richieste irregolari e passibili di denuncia penale in quanto i beneficiari utilizzavano documenti falsi o attestanti cose non veritiere violando l’articolo 7 del decreto legge 4 del 2019 convertito con legge 26 del 2019. Tra gli ultimi fascicoli visionati dal magistrato ne emergono un paio che testimoniano come il beneficio sia stato concesso con troppa leggerezza. Uno riguarda un trentaquattrenne residente nella periferia cittadina con precedenti penali per reati contro il patrimonio che avrebbe ottenuto indebitamente il beneficio utilizzando documenti falsi o attestanti cose non vere. Secondo l’accusa nella dichiarazione sostitutiva unica allegata alla domanda di reddito di cittadinanza presentata il 29 settembre 2019 avrebbe omesso di dichiarare il suo rapporto di lavoro con una cooperativa sociale con sede nella periferia cittadina. In quel modo avrebbe conseguito un importo di poco superiore ai 12mila euro. Molti dei percettori del reddito di cittadinanza sono gravati da precedenti penali. Non soltanto denunce a piede libero, ma anche sentenze passate in giudicato per furto, guida in stato di ebbrezza, percosse, furto in abitazione, falso in atto pubblico, truffa e persino per circonvenzione d’incapace. La legge però dispone che il requisito reddituale venga escluso alle persone che hanno precedenti penali per reati legati alla criminalità organizzata e al terrorismo, ma anche per truffa con l’aggravante però di aver percepito indebitamente sussidi pubblici. Oppure anche in caso di arresto successivo o in corso alla richiesta o se il giudice all’atto di una condanna disponga l’interdizione dai pubblici uffici. E un altro fascicolo, concluso con la richiesta di rinvio a giudizio, riguarda una donna di 51 anni residente a Capannori e il cui coniuge era dipendente di una cooperativa con sede nella periferia di Lucca. La donna nella dichiarazione sostituiva alla domanda di reddito di cittadinanza, presentata nell’aprile 2019, ometteva di indicare la presenza nel nucleo familiare del compagno conseguendo indebitamente un importo di 14.600 euro.

L.T.

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