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Lucca piange la scomparsa del filosofo Veca

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Lucca piange la scomparsa del filosofo Veca

Da presidente della Fondazione Campus avrebbe voluto fare della città un luogo di incontro delle culture del Mediteranneo

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LUCCA. «Sogno di fare di Lucca un punto di riferimento per la ricostruzione di ponti e relazioni tra le diverse culture del Mediterraneo». Così parlava Salvatore Veca, in qualità di presidente della Fondazione Campus, in un’intervista al Tirreno del 2018. Parole che testimoniavano l’amore del filosofo per la città dell’arborato cerchio. Città che ora piange la scomparsa del professore, morto ieri a Milano all’età di 77 anni. Filosofo, accademico e studioso che ha segnato gli ultimi 50 anni della vita culturale del Paese, il professor Veca è stato, fra l’altro, ordinario di Filosofia politica nelle Università di Firenze e Pavia e presso l’Istituto Universitario di Studi Superiori (Iuss) di Pavia. Pro Rettore alla didattica e preside della Facoltà di Scienze Politiche di Pavia, è stato a lungo Presidente della Fondazione Feltrinelli e componente di innumerevoli Comitati scientifici italiani e stranieri.

Parole di cordoglio sono arrivate, dall’Italia e dall’estero, da parte di esponenti della politica, della cultura e delle istituzioni. Tra queste citiamo quelle espresse dal senatore Andrea Marcucci: «È stato un insigne accademico, un intellettuale di prestigio, ma soprattutto un amico della mia famiglia e mio personale. I suoi consigli sono sempre stati preziosi, mancherà al mondo della cultura, mancherà tantissimo a me».

A partire dai suoi interessi accademici per l’etica pubblica e dalla sua militanza civile e intellettuale, il professor Veca si è interessato, fra le altre cose, della dimensione filosofica e morale del viaggio, della sostenibilità delle attività economico-sociali, della responsabilità sociale dell’impresa e dell’importanza del settore non-profit e della sua efficiente gestione.

Proprio questi interessi hanno conformato i progetti che la Fondazione Campus, di cui è stato presidente sin dalla sua istituzione nel 2006, ha via via attivato.

Protagonista delle attività del Campus già dal 2003, il presidente Veca ha contribuito alla nascita, a Lucca, dei corsi di laurea e di laurea magistrale in Scienze del turismo, svolti in collaborazione con le Università di Pisa, di Pavia, della Svizzera Italiana e Flafr (Fondazione Lucchese per l’Alta Formazione la Ricerca) e successivamente alle attività di formazione e ricerca rivolte al management delle imprese e del Terzo settore. Dai corsi di laurea al centro studi, dalla formazione manageriale a quella linguistica, dalla formazione tecnica ai programmi internazionali e ai master, non vi è progetto del Campus cui il Veca non abbia offerto un contributo intellettuale imprescindibile.

«In questo quindicennio – si legge in una nota della Fondazione Campus – Salvatore Veca ha guidato con determinazione, cultura, visione e cortesia lo sviluppo del Campus. Quella di oggi è una perdita che colpisce la nostra Istituzione in maniera profonda. A partire dalle prime attività accademiche, il presidente Veca ha lavorato con entusiasmo a tutti i progetti che hanno permesso lo sviluppo della Fondazione Campus in questi quindici anni. Il Campus di Lucca è vicino ai familiari del presidente Veca in questo momento di perdita e, in sua memoria, si impegna ad andare avanti lungo la strada da lui tracciata negli ultimi quindici anni».

Il rettore dell’Università di Pisa, professor Paolo Mancarella, ha commentato la scomparsa del 77enne filosofo con queste parole: «Ci ha lasciati un intellettuale e studioso di grandissimo spessore e un uomo dotato di uno stile e di una gentilezza non comuni. Ho avuto molte occasioni di incontro con il professor Veca in qualità di presidente della Fondazione Campus, nelle quali ha sempre dimostrato di tenere molto al legame con la nostra Università. Con me poi è stato sempre molto affettuoso e, soprattutto dopo la mia elezione a rettore, prodigo di consigli e insegnamenti, dei quali ho cercato di fare tesoro in questi anni. Ci mancherà molto», ha concluso il professor Mancarella.

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