Sicurezza
Imprenditoria in lutto per la scomparsa di Cerù
Originario di Gombitelli aveva 82 anni e la sua azienda nel 2011 si era trasferita a Monsagrati. I funerali domani alle 10
Luca Meconi
PESCAGLIA. Lutto nel mondo dell’imprenditoria lucchese. É scomparso all’età di 82 anni nella sua casa di Gombitelli Emilio Cerù. Apparteneva a una famiglia che già nell’Ottocento aveva avviato sulle colline di Gombitelli un’attività artigianale di lavorazione del ferro che poi gradualmente si è trasformata e ingrandita sempre più. Negli anni successivi il lavoro portato avanti dai Cerù si era specializzato nello stampaggio. É stato proprio Emilio, grazie al suo acuto senso per gli affari, a trasformare quella che prima era una piccola azienda di famiglia nella “Cerù srl” specializzata nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di materiale per l’edilizia. Un’azienda, oggi portata avanti dai figli Emanuela e Gilberto, che conta quattordici dipendenti e tre collaboratori fissi. Passano gli anni, aumenta il lavoro, c’è necessità di ingrandirsi. Ecco che in quest’ottica nel 2011, Emilio Cerù prende per ragioni logistiche un’importante decisione: lasciare lo stabilimento di Gombitelli, più scomodo a causa della sua ubicazione collinare, e trasferirsi nel vicino paese di Monsagrati, nel comune di Pescaglia, lungo la strada provinciale. Una zona molto più facile da raggiungere per i tanti clienti che ormai non solo arrivano da tutta la Toscana, ma anche da fuori regione in particolare dalla Liguria. Emilio Cerù ha lavorato qui fino a quando la salute glielo ha permesso. Fino a cinque anni fa era lui a tenere i contatti con tutti i clienti: non un imprenditore o manager che sta chiuso in ufficio, ma una persona che a amava il contatto diretto: era lui il rappresentante, il venditore della “Cerù srl”, che andava dalla clientela in Versilia, a Firenze, Prato, Cecina, Livorno, Pisa. Come ricorda oggi la figlia Emanuela: «Aveva un senso degli affari molto acuto. Grazie a lui da una piccola azienda artigianale dove lavorava insieme ai suoi due fratelli, è diventata una azienda di medie dimensioni».
Emilio Cerù lascia la moglie Rita, coetanea, anche lei di Gombitelli, che aveva sposato il 5 ottobre del 1968, cinquantatré anni fa. Tre anni fa in occasione delle nozze d’oro, fu organizzata una grande festa con la presenza di tutti i dipendenti e dei familiari. Oltre ai due figli, lascia i nipoti Chiara, laureata in lettere a Pisa, e Christian, che frequenta il liceo classico Machiavelli di Lucca. In queste ultime ore stanno arrivando alla famiglia messaggi di cordoglio da ogni parte d’Italia, segno dell’apprezzamento e della stima che tutti avevano nei confronti di Emilio, un uomo retto, solare, disponibile, riservato e onesto. Queste sono le qualità che tutti gli riconoscono. I funerali si svolgeranno domani alle ore 10 a San Martino in Freddana, dove abita anche la figlia. Poi la salma riposerà per sempre nel piccolo cimitero di Gombitelli, il paese a cui è rimasto legato e dove ha voluto rimanere a vivere fino all’ultimo giorno. A celebrare i funerali saranno don Rodolfo Rossi, parroco sia di San Martino che di Gombitelli, e don Bruno Frediani, sacerdote molto vicino alla famiglia Cerù che lo ha sostenuto nei progetti del Ceis e della casa famiglia.
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