Sicurezza
La gioia e il dolore: i candidati sindaco e la prima analisi dopo lo scrutinio
Sara D’Ambrosio più emozionata oggi di cinque anni fa mentre Maurizio Marchetti parla di un paese diviso in due
altopascio. Sono le 21, 30, e al comitato elettorale di Sara D’Ambrosio, in piazzetta della Torre, scoppia l’esultanza. I dati, ancora ufficiosi, provenienti da Spianate danno alla trentaquattrenne sindaca uscente e ricandidata la certezza della vittoria al primo turno.
«Sì, stiamo festeggiando – conferma D’Ambrosio con la voce che trema per la gioia – . È una grande emozione, molto più della prima volta, cinque anni fa. Un risultato di questo genere ha un grandissimo significato. Ed è importante quello che Altopascio ha dimostrato: che vuole guardare avanti, guardare al futuro».
Si aspettava un epilogo in questi termini delle amministrative? D’Ambrosio parla a cuore aperto. «Ho portato con me cinque anni di lavoro e mesi di campagna elettorale – afferma – durante i quali ho parlato con molte persone: la sensazione era che avrei potuto farcela. È stata una giornata davvero estenuante».
La neo eletta sindaca (bis) di Altopascio sa già cosa farà questa mattina di martedì 5 ottobre, il fatidico giorno dopo le elezioni: tornerà nella sua stanza e al suo tavolo in municipio. «E riporterò le mie carte e i miei effetti personali», dichiara. In merito ai rallentamenti che hanno caratterizzato lo scrutinio, la sindaca spiega che «qualche presidente era alla prima esperienza, però tutti i problemi si sono risolti».
Il candidato sconfitto, Maurizio Marchetti, parla di «un paese diviso in due, dove c’è questa leggera differenza che ha premiato l’amministrazione uscente. Ringrazio quel 50 per cento di altopascescesi che ci ha dato fiducia e tutti i ragazzi che hanno partecipato a questa campagna elettorale impegnandosi al massimo».
Marchetti non esclude, come era emerso dal suo comitato elettorale, l’ipotesi di eventuali ricorsi: «Ci sono state delle situazioni che forse meritano un attimo di attenzione. Mi riferisco ad alcune situazioni che abbiamo notato ai seggi e al gran numero di schede contestate. E quando si vince o si perde di pochi voti, è chiaro che le cose vanno analizzate a fondo. Adesso vedremo in che modi e in che termini».
Marchetti, alla domanda su eventuali motivi di recriminazione, risponde di aver sempre cercato di fare il meglio. Ma c’è una cosa, emersa dalla prima analisi del voto sezione per sezione, che pare aver amareggiato particolarmente il candidato del centrodestra, ed è il voto di Spianate, la frazione che più di altre pare aver inciso sul risultato finale a favore della sindaca uscente.
«Sinceramente essendoci una lista chiamata Spianate – conclude Marchetti – con sedici candidati della frazione, il risultato in questo caso è stato non soddisfacente».
Pragmatico, come lo è stato per tutta la durata della campagna elettorale, il terzo dei contendenti, Giovanni Matteo Tori, è stato il primo a sbilanciarsi sul possibile esito del voto, beccando in pieno quello che sarebbe stato il risultato finale quando ancora i dati arrivavano con la velocità di una tartaruga e disegnavano un scenario completamente diverso da quello che poi si sarebbe concretizzato. Uno scenario che ha punito oltre ogni più negativa previsione la sua lista civica: LiberAltopascio. Lista civica che, in un certo senso, è stata determinate per evitare il ballottaggio: «Se non superiamo il quattro per cento – commentava ieri pomeriggio Tori – è probabile che qualcuno vinca al primo turno». Si tratta di un calcolo matematico, più bassa era la percentuale che la terza lista riusciva a sottrarre agli altri due candidati, maggiore era la possibilità che uno dei contendenti superasse il 50 per cento.
Sconsolato per il risultato, Tori pensa di chiudere con l’esperienza della sua lista civica, una decisione che potrebbe essere ufficializzata nei prossimi giorni: «Se non si entra in consiglio bisogna solo accettare il verdetto. Mi dispiace per tutto l’impegno che ho dedicato a queste elezioni, e mi dispiace anche per Altopascio, che perde l’occasione di avere una voce diversa in consiglio. A questo punto penso che la scelta più giusta sia quella di sciogliere LiberAltopascio».
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