Sicurezza
Versano 3.200 euro, ma la casa era già occupata
Lucca, quattro giovani sono stati raggirati da un falso professionista che mostra un contratto fasullo e s’intasca la caparra
LUCCA. Il danno oltre la beffa. Quattro giovani nordafricani, in regola con il permesso di soggiorno e tutti con un lavoro dopo essere stati assunti da una cooperativa, sono stati raggirati da un sedicente immobiliarista lucchese non ancora quarantenne con precedenti di polizia e già condannato in primo grado per furto e tentata truffa. In pratica dopo aver fatto firmare un contratto di sub affitto su carta intestata di un geometra della provincia di Pisa ed essersi fatto consegnare una caparra di 3.200 euro l’uomo è sparito.
E quando i quattro giovani immigrati, che in precedenza avevano svuotato la vecchia villetta a San Concordio dalle suppellettili inutilizzabili, sono entrati nell’abitazione a due piani per prendere possesso dei vani a loro assegnati si sono trovati di fronte una sgradita sorpresa: nell’appartamento c’era già una donna dell’Est con il figlio. Anche lei dopo aver sottoscritto, sempre con lo stesso soggetto, un contratto d’affitto versando una caparra di duemila euro. Una vicenda allucinante che testimonia le difficoltà da parte degli stranieri di reperire un alloggio in affitto sia in centro che nella periferia cittadina. Oltretutto questa primula rossa delle truffe, nonostante le tante denunce e le condanne, non può essere arrestata perché il codice per i reati a lui contestati non lo contempla. Così prosegue senza alcuna remora nella sua attività di “immobiliarista senza titolo”. I
quattro giovani non hanno potuto far altro che denunciare la truffa ai carabinieri della stazione di San Concordio e attendono con fiducia gli esiti di un’indagine che alla fine porterà all’ennesima denuncia nei confronti della stessa persona. Le vittime del raggiro avevano conosciuto il “libero professionista” all’interno di un kebab presentato da conoscenti. Con i suoi modi melliflui li aveva tranquillizzati mostrando loro una villetta dismessa in via Fornaciari a San Concordio. Ottima posizione, ma locali completamente fatiscenti. Però, viste le difficoltà abitative, i quattro giovani avevano accettato di sottoscrivere un contratto di sub affitto versando subito una caparra di 3.200 euro.
L’immobile, di proprietà di un lucchese completamente estraneo alla vicenda, era stato affittato un paio d’anni prima a una donna di origine armena da tempo morosa e soggetta a sfratto esecutivo (avrebbe dovuto versare al proprietario sedicimila euro) che tuttavia da tempo non viveva più nella casa. Quando i quattro giovani sono entrati nella villetta hanno notato che la porta d’ingresso era aperta. Nessuna chiave presente. Solo un lucchetto al cancello che conduce a un giardinetto. Così hanno iniziato a pulire le stanze spoglie gettando via le cianfrusaglie e portando dei mobili usati. Ma quando, un mese fa, è arrivato il giorno di prendere possesso dell’abitazione si sono accorti che all’interno c’era già un inquilino che aveva steso i panni ad asciugare. Una donna dell’Est con il figlio che ha mostrato loro un contratto di sub affitto pagando una caparra di duemila euro.
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