Il dolore
Ultime polemiche tra candidati Da oggi il silenzio elettorale
Altopascio. Ieri i tre candidati sindaco hanno celebrato la chiusura della campagna elettorale con altrettante iniziative pubbliche. Ma prima del silenzio elettorale, che ci accompagnerà fino alla chiusura dei seggi di lunedì, non sono mancate le ultime schermaglie.
Maurizio Marchetti, che ha ricevuto anche il sostegno del senatore di Forza Italia Massimo Mallegni, interviene sulla vicenda dell’ampliamento Celtex ad Altopascio: «Intestarsi, come ha tentato maldestramente di fare il sindaco uscente è l’ennesimo episodio di un sistema che vuole gettare fumo negli occhi dei cittadini-elettori. Infatti, se la Celtex e tante altre aziende hanno potuto fare interventi significativi di recupero di aree e fabbricati dismessi è solamente grazie allo strumento urbanistico vigente, quello elaborato dalla precedente amministrazione con me sindaco e Francesco Fagni assessore all’urbanistica. La mistificazione deriva dal fatto che in cinque anni quest’amministrazione non ha fatto alcun provvedimento in tal senso, semmai creando problemi a causa dello smantellamento degli uffici e della macchina comunale. Correttezza vorrebbe quindi di evitare troppa retorica, che viene sistematicamente usata per coprire cinque anni di nulla, e dare i meriti a chi li ha».
«In questi cinque anni Altopascio è cambiata. E questo è un fatto è la replica della sindaca Sara D’Ambrosio – lo si vede tutti i giorni: nei tanti progetti avviati, nei cantieri portati a termine, nei tanti eventi che hanno dato nuova vita e slancio al nostro territorio, nelle tante persone che, anche da fuori comune, passeggiano per le nostre vie, visitano i nostri luoghi, apprezzano la nostra cultura. Si vede nella scuola, tornata al centro della discussione e diventata parte integrante di un ecosistema in continua crescita. Si vede: nelle associazioni di volontariato e sportive, che hanno sempre più spazio e sono sempre più attive, nei commercianti, nella vivacità del centro e delle frazioni, nelle aziende che non fuggono da qui, ma che, al contrario, scelgono di restare, di investire, di ampliarsi. Si vede, si vive, si respira nel rinnovato senso di comunità che ci ha portato a superare, insieme, anche la spaventosa sfida del Covid. Nelle persone, che sono tornate al centro, di ogni scelta, perché si diventa grandi insieme se si cresce insieme. Il nostro paese, in questi cinque anni, ha tirato fuori la testa e oggi è riconosciuto come interlocutore credibile, viene preso a modello per le buone pratiche, è uscito dall’isolamento in cui è stato confinato per decenni: ci siamo tolti di dosso quel bollino nero che avevamo sempre in passato. Abbiamo trovato un comune con petizioni dei cittadini sepolte nei cassetti, con magagne mai risolte, con nessun progetto pronto per essere finanziato, con i lavori pubblici fermi. In neanche cinque anni, abbiamo rimesso in moto Altopascio. Abbiamo trovato un comune dove se eri contro chi amministrava venivi isolato, noi abbiamo dimostrato che c’è posto per tutti, perché è proprio nel confronto che si cresce. E continueremo a farlo».
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