Gioco
Ex Manifattura, tanti no all’ipotesi vendita
Partiti e associazioni contrari alla cessione di una parte del complesso invitano alla mobilitazione per il consiglio di martedì
LUCCA. Martedì il consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi sul progetto di vendere parte del complesso dell’ex Manifattura sud. E parallelamente alla mobilitazione (è prevista una protesta a Palazzo Santini) arrivano le prese di posizione da parte del mondo politico e associativo, per dire no a quel progetto.
«Nella spasmodica fretta di chiudere la partita sulla Manifattura Sud, optando stavolta sulla vendita di due ampie porzioni anziché dell’intero complesso, il Comune rischia di infilarsi in un pasticcio addirittura più grosso di quello precedente, esponendosi a denunce per turbativa d’asta e abuso d’ufficio – commenta Remo Santini, capogruppo di SìAmoLucca – se dal punto di vista politico va ribadito che siamo a fine mandato e l’amministrazione vuole fare una forzatura, da un punto di vista di metodo va detto che è sbagliata l’impostazione di fondo, perché riteniamo che la Manifattura debba rimanere di proprietà pubblica e non ceduta per sempre a privati, piuttosto data in concessione per un certo numero di anni. Poi c’è il merito della questione, ovvero i profili giudiziari che potrebbero inficiare il progetto».
Contraria alla vendita anche Rifondazione Comunista: «Il Comune non deve rinunciare alla proprietà di un edificio di così grande importanza storica e che riveste una enorme opportunità per dare soluzioni alle richieste di spazi pubblici che vengono dai cittadini. Le 1.400 firme raccolte dai comitati per attivare un processo partecipativo sono la dimostrazione di quanto la città voglia esprimersi su come utilizzare gli spazi della manifattura. L’amministrazione ha annunciato un consiglio in cui decidere la vendita di una grossa parte della manifattura Sud. Noi di Rifondazione diciamo che siamo totalmente contrari e invitiamo i cittadini a protestare contro questa intenzione del sindaco e della giunta».
Posizione analoga viene espressa da Sinistra Italiana: «Ci risiamo – scrive il coordinatore provinciale Alberto Pellicci – l’amministrazione torna alla carica con la proposta di cedere ai privati metà della Manifattura L’abbiamo già detto più volte (anche quando era in ballo il progetto “Coima” e sembrava l’unica soluzione possibile), e ora lo ripetiamo: la Manifattura, tutta, è un bene pubblico e uno snodo fondamentale per la crescita di Lucca. Venderne metà prima ancora di aprire un vero processo partecipativo significa opzionarne di fatto il futuro. Il futuro dell’intera città». Contrario anche il comitato Vivere il Centro Storico, che contesta anche la valutazione – ritenuta troppo bassa – del complesso e il fatto che l’operazione non comporterebbe alcun aumento di posti di lavoro.
Infine Massimiliano Bindocci, del Movimento Cinque Stelle, dopo aver ricordato l’impegno del suo partito, a ogni livello, per un recupero sostenibile della ex Manifattura, contesta l’ultima novità: « Come può il sindaco dire che porta a Lucca posti di lavoro, quando Tagetik sposta la sede e il lavoro dei dipendenti da San Marco alla Manifattura, casomai i 300-400 nuovi posti di lavoro li potrebbe portare Music Innovatio Hub. Come può una giunta intervenire così a gamba tesa in processi così delicati come quelli di una vendita di un pezzo di manifattura, spostando un dirigente che aveva prospettato perplessità e richiamando pubblicamente l’interesse di un possibile acquirente. Approfondiremo la questione, ma in ipotesi si potrebbe prospettare anche l’eventualità di una possibile turbativa d’asta».
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