Il Tirreno

Lucca

Omicidio della ballerina ucraina 

Armi e droga Francesco Lupino verso un ulteriore processo

P.B.

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ALTOPASCIO. Armi e droga. Pistole con matricola abrasa, marijuana coltivava e venduta. E anche l’uccisione di un cane per intimidire l’ex socio che voleva sfrattarlo dalla casa in cui viveva senza averne titolo. Episodi che anticipano e danno sostanza al contesto in cui il 2 novembre 2020 si consumò il delitto di Khrystyna Novak, 29 anni, ballerina ucraina. Un giallo durato fino a giugno, con la confessione piena e in lacrime dell’autore del delitto: un colpo di pistola sparato nell’occhio destro della vittima. Il sostituto procuratore Egidio Celano ha chiesto il rinvio a giudizio di Francesco Lupino, 49enne per anni residente ad Altopascio, della compagna Valentina Sivieri Benetti, 39 anni, entrambi domiciliati a Orentano e di Gionata Sberna, 48 anni, residente nello stesso paese.

Lupino comparirà anche in Corte d’Assise con l’accusa di omicidio volontario aggravato della 29enne fidanzata di Airam Negrin Gonzales, l’imprenditore spagnolo per un breve periodo socio del tatuatore fiorentino in un giro di droga. Tre giorni prima dell’omicidio la situazione tra Lupino e Airam era degenerata e, secondo l’accusa, i rapporti si erano guastati anche per le insistenti richieste della donna al compagno di lasciar perdere ogni contato con il 49enne con trascorsi significativi di spaccio quando viveva ad Altopascio.

Il procedimento – con Airam come parte offesa – approda ora davanti al gup Nunzia Castellano ed è un filone laterale del processo in Assise. Ne spiega, però, i contenuti come movente iniziale di un rancore tra Lupino e Airam deflagrato nell’uccisione della 29enne ucraina.

Varie e con profili di responsabilità diversi, le contestazioni mosse dalla Procura ai tre imputati. Lupino deve rispondere di minacce aggravate per aver posato la sua pistola Tanfoglio 9x21 sul tavolo nel locale dei tatuaggi durante una discussione con Airam che reclamava la restituzione di una somma di denaro. Era il 30 ottobre, tre giorni dopo uccise la fidanzata dello spagnolo. È accusato anche di uccisione di animali per aver ammazzato il cane di Gonzales l’11 luglio 2020 come intimidazione. Ma gli addebiti riguardano anche la detenzione e la cessione di armi clandestine oltre alla ricettazione di una pistola.

In concorso Lupino e la compagna devono rispondere pure di coltivazione e cessione di marijuana con l’uomo che si occupava di comprare e far germogliare i semi della pianta e la donna addetta ad annaffiare le piantine. Entrambi detenevano illegalmente prima in un armadio e poi a casa del Gonzales, due pistole, di cui una con matricola abrasa, con relative munizioni. Infine, Sberna è accusato di detenzione illegale di arma clandestina.

P.B.

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