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Castelnuovo

Una rete per curare il cuore

Luca Dini
Una rete per curare il cuore

Presentato il piano di potenziamento delle cure cardiologiche

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CASTELNUOVO. La Garfagnana come sede di un progetto sperimentale che potrà essere un modello per tutte le aree interne della Regione. È stato presentato ieri a Castelnuovo il progetto per rafforzare l’offerta cardiologica in Valle del Serchio, frutto della collaborazione tra Asl Toscana Nord Ovest e Fondazione Monastero all’interno di un percorso più ampio che ha la Scuola Sant’Anna di Pisa come capofila.

Alla presentazione hanno preso parte l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini, i vertici Asl e una folta rappresentanza dei sindaci del territorio. «È un’opportunità e l’inizio di un percorso virtuoso – ha detto Francesco Pioli, presidente della Conferenza zonale dei sindaci – l’obiettivo è arrivare a un completamento più generalizzato, anche interdisciplinare che riguarda l’ospedale Santa Croce di Castelnuovo. Si parte da cardiologia per poter poi esportare il progetto anche in altri reparti se servirà. È una giornata importante, siamo felici di ospitare l’assessore Bezzini e i vertici di Monastero e Sant’Anna che possono contribuire ad uno studio di fattibilità sulla sanità in generale della Valle. Questo è un auspicio, sappiamo il valore della Scuola Sant’Anna, può fornirci dati per aggiustare e modificare la sanità in Valle e nelle zone periferiche come la nostra. Ci auguriamo che questo progetto sperimentale diventi un modello per tutta la Regione». Anche Andrea Tagliasacchi, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, parla di segnale importante: «L’assessore è qui in prima persona e per noi è una inversione di tendenza. Finora abbiamo dovuto inseguire le emergenze e star dietro ad evitare tagli e carenze di organici. Ora c’è un progetto preciso di rafforzamento della struttura cardiologica e questo avviene in un momento in cui sono iniziati i lavori di consolidamento dell’ospedale e da questo bisogna dare seguito a un progetto più organico, più dettagliato per rafforzare tutta la struttura parlando con medici, infermieri e professionisti, ma soprattutto con l’assessore regionale».

Nel corso della giornata si sono susseguiti gli interventi di Maria Letizia Casani, direttore generale dell’Asl Nord Ovest, di Marco Torre, direttore della Fondazione Toscana Monasterio, e di Sabina Nuti, direttrice della Scuola Sant’Anna. «È un percorso molto importante – ha detto – che vede il collegamento tra i centri di ricerca e le periferie per garantire maggiore equità a tutti i territori della Toscana, in particolare alle aree interne». Michela Maielli, coordinatrice della rete ospedaliera Asl, Francesco Bellomo, direttore dello staff aziendale, e Michele Emdin, direttore del dipartimento cardiotoracico e della struttura di cardiologia della Fondazione Monasterio, sono entrati nel dettaglio del progetto. «Come è iniziato il percorso? L’assessorato regionale ha coinvolto la Fondazione Monasterio e l’Asl, per trovare una risposta al problema della prossimità della cura nelle aree interne come, appunto, la Garfagnana – spiega Maielli – partendo da questa esigenza, è stato elaborato questo progetto di collaborazione, i cui obiettivi principali sono la rimodulazione in piena sicurezza dei percorsi di cura cardiologici all’interno dell’ospedale di Castelnuovo e la ripresa di un’attività diagnostica ambulatoriale cardiologica grazie a nuovi per la diagnosi e il follow up. Ma non solo, vogliamo sviluppare sul territorio attività di screening, prevenzione e promozione degli stili di vita e realizzare un “ospedale virtuale” inteso come sistema pervasivo, sempre presente e ancora più tempestivo nelle cure». Sarà coinvolta anche la rete dei servizi territoriali: l’obiettivo è quello di disegnare un nuovo modello di presa in carico del cittadino-paziente nei diversi momenti di domanda clinica, con il coinvolgimento della rete dei servizi territoriali, e in particolare con l’integrazione tra l’ospedale e, valorizzandoli, i medici di medicina generale.

L’assessore regionale Simone Bezzini ha parlato di modello da esportare, nel resto della Toscana ma non solo: «È una risposta sistemica importante per la Regione. Il progetto “Proheart” per la prossimità della cura cardiologica nelle aree interne non sarà un semplice prototip ma una vera esperienza pilota da riproporre in altre aree interne della nostra regione e da porre all’attenzione nazionale, perché non credo che siano molte le realtà in cui si crea un’alleanza di questo tipo».

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