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Lucca

regolamento comunale 

Taxi, no chiamate dirette Il Tar sospende la norma

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LUCCA. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Toscana si è pronunciato sul ricorso presentato da Cna Fita Toscana con un gruppo di imprese Ncc (noleggio con conducente) di Lucca e Firenze. Il Tar ha disposto, in attesa della trattazione nel merito prevista per febbraio 2022, la sospensione delle parti più controverse del nuovo regolamento comunale per l’esercizio dei servizi taxi/Ncc. In particolare, sono state sospese le disposizioni che consentono ai tassisti di ricevere chiamate dirette e dunque di dirigersi a un’utenza specifica anche con l’utilizzo «tutti canali che ritengano opportuni al fine di acquisire le corse, senza limitazioni e vincoli imposti dal Comune e dagli organismiche erogano il servizio di radiotaxi».

Secondo i ricorrenti, si tratta «di disposizioni che, ponendosi in chiara violazione della legge quadro 21/92 che regola il settore del trasporto pubblico non di linea e che identifica come “indifferenziata” l’utenza di riferimento dei taxi, distorcono la concorrenza concedendo un vantaggio competitivo ai taxi a discapito degli Ncc. Non sono stati tuttavia presi provvedimenti «sulle altre previsioni contestate nel ricorso: il divieto di sosta assoluto degli Ncc, incompatibile con le esigenze proprie del lavoro, e la decisione dell'amministrazione di Lucca di contribuire, anche con incentivi finanziari, ad azioni di promozione e innovazione del solo servizio taxi, sottendendo ulteriormente una disparità di trattamento tra taxi e Ncc».

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