Sicurezza
Fernando Pierini, l'ingegnere ex partigiano continua a scrivere libri a 97 anni compiuti
L'ultimo dei suoi volumi è "Generatori di vapore", destinato a coloro che si preparano all'esame di abilitazione
È in libreria il volume "Generatori di vapore" scritto dall'ingegnere Fernando Pierini, residente da cinquant'anni a Milano ma originario di Diecimo dove oggi ritorna per passare i mesi estivi. Nato nel 1924, Pierini nel 1943 entrò nella Resistenza, la cui attività è stata descritta anche nel libro "Le memorie di Mario" di Mario Ramacciotti uscito diversi anni fa. In quel periodo, nonostante la giovane età, gli fu assegnato subito un importante incarico: era il responsabile della Media Valle per la protezione degli ebrei che stavano fuggendo, dei partigiani e dei perseguitati dai fascisti. Gli furono messe a disposizione diverse abitazioni e scantinati dove tutti coloro che fuggivano potevano essere nascosti sia a Diecimo che nel territorio di Pescaglia, in particolare nei paesi di Colognora, Convalle e Focchia. Il 14 settembre del 1944 fu però denunciato da una spia collaborazionista mentre era a Colognora: fu arrestato e trasferito a Bologna, alle Casermette Rosse. Dopo qualche giorno, durante un trasferimento riuscì a fuggire approfittando della distrazione dei soldati tedeschi. Ritornò così a Diecimo e, al termine della guerra, si iscrisse all'Università di Pisa laureandosi in Ingegneria Industriale e iniziando la sua brillante carriera in particolare nell'Ancc, l'associazione nazionale per il controllo della combustione. Nel 1955 fu trasferito da Milano alla sottosezione di Livorno.
«Fin dagli anni '60 - afferma l'ingegner Pierini - conosco bene l'industria della provincia di Lucca perché, a causa di un disastro avvenuto in una cartiera, mi fu affidata la vigilanza anche della Lucchesia fino al 1968 quando fui nominato direttore in una sezione del Sud Italia dell'Ancc. Nel 1969, con il primo concorso pubblico per direttori, fui destinato prima a una sezione del Centro Italia e l'anno dopo divenni direttore della sede centrale di Milano. Nel 1978 fui chiamato dell'Unione industriale di Lucca a tenere una conferenza, nella quale portai a conoscenza i suoi testi pubblicati da importanti case editrici nazionali. Da quarant'anni collaboro con Hoepli, la casa editrice che ha pubblicato anche il mio ultimo libro». Pierini è andato in pensione nel 1979 pur continuando a essere membro del consiglio tecnico fino al 1991 e proseguendo la libera professione diventando consulente delle più grandi aziende italiane fino al 1999. Fin da giovanissimo l'ingegner Pierini si è dedicato agli altri e alla vita sociale del suo paese, Diecimo, indicando ai giovani quali fossero le attività lavorative da svolgere nel futuro. Anche dopo il matrimonio con la signora Norma, nel 1954, dal quale sono nati due figli, Luca, laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, e Fernanda, laureata in medicina del lavoro al Policlinico di Milano, non è mai venuto meno il suo impegno verso gli altri. Ha sempre affiancato al lavoro quotidiano l'attività di divulgatore scientifico e di conferenziere, su richiesta di università italiane e delle associazioni di categoria industriali. In quest'ottica, ha pubblicato il nuovo testo che «è rivolto - afferma - a tutti coloro che si preparano per l'esame di abilitazione alla conduzione di generatori di vapore d'acqua in riferimento al recente decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 94 del 7 agosto 2020. Tra le novità introdotte dalla nuova legge nazionale e approfondite nel libro, c'è il fatto che oggi non è più necessario fare il tirocinio ma è stato introdotta l'obbligatorietà di partecipare a un apposito corso per ottenere la patente».
L'ingegner Pierini, nonostante che il 10 settembre abbia compiuto 97 anni, non si ferma e prosegue nel dare il suo contributo alla prevenzione nei luoghi di lavoro: ha infatti in preparazione un nuovo testo che tratterà del pericolo e dei rischi che ogni lavoratore deve conoscere nell'ambito della propria attività lavorativa. Nonostante la sua prestigiosa carriera, Diecimo gli è sempre rimasto nel cuore: l'amore per il suo paese natale lo ha portato prima a rendere più bello e sicuro il gruppo degli stabili parrocchiali finanziando il rifacimento di due facciate della canonica e poi a donare alla Pieve un quadro settecentesco dell'artista Giuseppe Antonio Luchi, detto il Diecimino.
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