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Falso infortunio, condannato per truffa all’Inail

Falso infortunio, condannato per truffa all’Inail

Un 38enne all’epoca residente ad Altopascio ha raccontato di essersi fatto male sul lavoro ma i colleghi lo hanno smentito

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Altopascio. Si infortuna al malleolo e sostiene di essersi fatto male sul lavoro. L’Inail gli liquida una piccola rendita ma la partenza dell’indagine sospende i pagamenti e mette in luce la fragilità della sua versione. Così viene denunciato e il giudice lo condanna per truffa aggravata, imponendogli di restituire le somme ricevute.

Una vicenda singolare quella che si è consumata nei giorni scorsi al tribunale di Lucca. Federico Vaquer, classe 1983, all’epoca dei fatti residente ad Altopascio, è stato condannato dal giudice Giuseppe Pezzuti a un anno di reclusione (pena sospesa) al pagamento di una multa di 400 euro perché ritenuto colpevole di truffa aggravata. Non solo, il 38enne che attualmente si trova fuori Toscana, dovrà restituire all’Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro oltre 11mila euro. Si tratta delle somme che l’ente gli ha liquidato a seguito di un infortunio che l’imputato sostiene di essersi procurato il 28 dicembre 2013 al mercato dei fiori di Pescia, dove stava lavorando per Florever Italia Srl, un’azienda del posto. Riponendo un carrello nella cella frigo l’uomo si sarebbe fatto male in modo serio a un malleolo. Sul momento, ha sostenuto l’imputato, non si sarebbe reso conto della gravità dell’infortunio e sarebbe partito per andare a far visita all’allora fidanzata che viveva fuori dalla Toscana. Ma poco dopo il dolore divenuto insostenibile e il piede gonfio l’hanno indotto ad andare al Pronto soccorso. Qui l’altopascese ha dichiarato di essersi fatto male sul lavoro dove peraltro la sua posizione non risultava regolarizzata. Fatto sta che viene presentata la denuncia di infortunio all’Inail, che sulla base dei referti medici gli liquida un rimborso per l’incidente e periodicamente gli versa una piccola somma. A ottobre del 2014, però, l’uomo viene denunciato per truffa: l’indagine avviata dall’Inail, infatti, mette in evidenza alcune incongruenze nella sua versione. Incongruenze emerse anche in aula durante il processo. Alcuni colleghi chiamati a testimoniare hanno negato l’infortunio e soprattutto uno di loro ha raccontato che il trentenne la sera stessa del presunto incidente avrebbe organizzato una festa di compleanno senza mostrare alcun dolore al piede ferito. Il perito dell’Inail, peraltro, ha sostenuto che il danno riportato al malleolo è compatibile con il tipo di incidente descritto dal giovane. Alla fine il giudice non ha creduto alla versione della difesa e ha condannato il 38enne.

Ma l’avvocato Gianfranco Tiengo, legale dell’imputato, annuncia già la volontà di ricorrere in appello.

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