Sicurezza
Condannato per lesioni falso dentista a domicilio
Assolto un suo collaboratore per non aver commesso il fatto. La vicenda era venuta a galla dal tema di una studentessa
LUCCA. Tempi duri per Vasco De Santi,67 anni, lucchese, già condannato in precedenza dal giudice Alessandro Dal Torrione a nove mesi di reclusione per esercizio abusivo della professione di medico odontoiatra con revoca della sospensione condizionale della pena (in passato per lo stesso motivo aveva patteggiato la pena a sei mesi). Stavolta il giudice Gianluca Massaro lo ha condannato a tre mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena per il reato di lesioni personali gravissime per aver causato danni a una studentessa, sua paziente a domicilio, residente nella periferia cittadina. Sempre per lo stesso reato di lesioni personali era finito sotto processo anche Filippo Giambastiani, 42 anni, lucchese, difeso dall’avvocato Pierpaolo Santini che il giudice monocratico ha assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. Oltre a De Santi anche Giambastiani in questo processo non era indagato per il reato di esercizio abusivo della professione per il principio ne bis in idem (letteralmente non due volte per la medesima cosa) che impone all’accusa di non procedere due volte per lo stesso fatto nei confronti del medesimo imputato. La vicenda risale al 2018 e venne a galla quando il tema di una studentessa di una scuola superiore cittadina diventò spunto per un’inchiesta della procura. La ragazza nel compito d’italiano sul classico tema “Cosa farò da grande” raccontò che il suo sogno nel cassetto era quello di diventare una «dentista a domicilio». Il professore, rimasto sorpreso da quell’insolito desiderio, chiese lumi alla studentessa. Lei, candidamente, gli raccontò che assieme alla mamma ultracinquantenne riceveva direttamente a casa da oltre un anno e mezzo il professionista armato di valigetta 24 ore in cui aveva tutto il necessario per le otturazioni. Il docente rimasto basito mise in guardia sia la ragazza che la madre durante il ricevimento. A quel punto le due donne, tornate a casa, cercarono in rete il nome di De Santi e si accorsero che, i quotidiani locali, avevano già pubblicato il suo nome in relazione a una vicenda giudiziaria che lo vedeva protagonista. Spaventate avvertirono i carabinieri. E i militari, visto che in passato ad indagare sul soggetto erano stati i finanzieri dell’aliquota di polizia giudiziaria in forza alla procura della Repubblica, passarono gli atti fiamme gialle che, sotto la direzione dell’allora sostituto procuratore Piero Capizzoto, effettuarono un blitz proprio a casa della famiglia poco fuori le Mura urbane nel momento in cui il sedicente dentista stava lavorando a domicilio. Colto in flagranza di reato, nell’atto di lavarsi le mani nel tinello del bagno, venne trovato in possesso di bisturi alle pinze.
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