La protesta
Iolanda Turriani: «Terme, turismo e viabilità per il rilancio di Pieve Fosciana»
La candidata del centrodestra spiega quali sono i suoi obiettivi in caso di vittoria alle amministrative del 3 e 4 ottobre
PIEVE FOSCIANA. Per lei la politica è la dottrina del possibile. Ma solo se ci si rimboccano le maniche e se si consuma la suola delle scarpe per raggiungere l’obiettivo: migliorare il suo paese, Pieve Fosciana. E, di conseguenza, la qualità di vita dei suoi abitanti. Ogni volta che Iolanda Turriani, 63 anni, candidata a sindaca per il centrodestra sostenuta dalla lista civica “Per la Pieve e le sue frazioni”, passava dal centro di Pieve Fosciana, riceveva un colpo al cuore. «No, non è possibile continuare a vedere quei fondi vuoti, abbandonati, senza una possibilità di ripresa. Per non parlare, poi, della questione delle Terme», sottolinea. «Sarebbe stato più facile lamentarsi e raccontare agli altri ciò che non va – aggiunge – ma ho pensato che le cose, quando non funzionano, si possono cambiare solo dall’interno. E così mi sono detta: perché non mettermi in gioco io stessa. Invece di lamentarmi. E basta».
Partiamo dalla questione centro di Pieve Fosciana: cosa si può fare per migliorare la situazione?
«Basta fare un giro per rendersene conto. Un centro storico, che sia tale, non non può essere abbandonato a se stesso. La maggior parte dei negozi sono chiusi e nessuno, per ora, ha intenzione di aprire qui un’attività. Di recente, è stata inaugurata una sartoria. Ma, da allora, tutto tace. A Pieve Fosciana non abbiamo più neppure un’edicola. E non solo i fondi sono vuoti, ma le vetrine anche rovinate. In sostanza, tutto contribuisce a dare un’idea di degrado. Quando, invece, sarebbe un paese dalle molteplici potenzialità».
Cosa farebbe se diventasse sindaca di Pieve Fosciana per migliorare e valorizzare il centro?
«La nostra idea è quella di agevolare la vendita degli immobili fatiscenti con la regola di ristrutturazione a scadenza programmata. Dobbiamo riuscire a valorizzare le attività nel centro, anche attraverso la partecipazione a bandi dedicati. Infine, sempre in un’ottica di miglioramento del centro, ci impegneremo per creare parcheggi riservati ai cittadini residenti».
Risolvere le criticità del centro, dunque. Ma il nome della lista da lei guidata (“Per la Pieve e le sue frazioni”) chiama in causa anche le zone più periferiche: che idee avete in questo senso?
«Se penso a una frazione come Capraia, dove vivono pochissime famiglie, una delle priorità sarà quella di mantenere attivo il servizio di trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda Sillico, invece, borgo storico del nostro comune con una spiccata vocazione di accoglienza, ci impegneremo a valorizzare e a promuovere sia a livello culturale che turistico».
C’è una località con qualche criticità particolare?
«Sì, si tratta di Riolo. In quella località, anche l’attuale minoranza ha più volte chiesto l’installazione di un semaforo sulla strada provinciale. Senza alcun risultato, però. Negli ultimi trent’anni, su quella strada, sono morte 14 persone. Un numero elevato per cui dobbiamo intervenire per evitare che episodi simili si verifichino di nuovo. Quell’attraversamento pedonale è pericoloso, non ci stancheremo mai di dirlo. E la nostra sarà una battaglia per metterlo in sicurezza. Non possiamo più restare a guardare e rischiare che altre persone perdano la vita in quel tratto».
E poi c’è la questione delle terme di Pra’ di Lama.
«Una questione annosa, ormai lo sappiamo. Quando fui consigliera comunale della Democrazia Cristiana nella giunta del sindaco Antonio Tognarelli, la struttura era già stata realizzata. E, già in consiglio comunale, manifestai le mie perplessità su quel progetto che non ha mai avuto gambe. Nel 1996, fu rinnovato il mutuo. Ed io, già in quell’occasione, votai contro. Ci sono gli atti a testimoniarlo».
Sì, ma la struttura ora c’è e il Comune di Pieve Fosciana continuerà a pagare il mutuo fino al 2034. Cosa pensate di fare per risolvere la situazione?
«Sono soldi dei cittadini di Pieve Fosciana quelli che escono dalle casse comunali per pagare il mutuo, lo sappiamo bene. E, proprio per questo, bisogna intervenire. Ma non illudiamoci: le terme in zona Pra’ di Lama non ci saranno mai, perlomeno così come erano state pensate. Non vogliamo illudere i nostri concittadini».
Cosa fareste se diventaste la nuova maggioranza di Pieve Fosciana?
«Il terreno su cui è stata costruita la struttura è franoso e nessun edificio potrebbe resiste, lì. La nostra idea è quella di abbattere la struttura esistente. Ma qualcosa si può ancora salvare: vorremmo valorizzare le acque che provengono dalla sorgente termale, portandole in zona non soggetta a cedimento, attraverso una semplice tubatura per poi fare alcune fontane e una piscina termale».
Potrebbe essere un modo per valorizzare il turismo?
«Assolutamente sì ed è ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo riportare Pieve Fosciana al centro. E, per farlo, dobbiamo renderlo più vivace. A parte la Festa della bistecca, che ogni anno richiama moltissime persone, non sono stati organizzati eventi per invogliare i visitatori a venire a Pieve Fosciana. Qui, ci sono tradizioni e artigianato da valorizzare. Aspetti che potrebbero piacere molto ai turisti. Abbiamo bisogno di potenziare il turismo, di renderci accattivanti. E fare squadra con gli altri comuni della Garfagnana».
Qual è la vostra strategia per portare la Garfagnana fuori dall’isolamento?
«Fare sistema con gli altri enti del territorio. I piccoli paesi, da soli, possono fare molto poco. Ma unendo le forze le cose possono cambiare. Penso, ad esempio, al lago di Pontecosi».
Che significa?
«Una parte del lago è nel territorio del comune di Pieve Fosciana, mentre l’altra in quello di Castelnuovo Garfagnana. Dobbiamo mettere da parte i campanilismi e pensare al bene del lago che, tra l’altro, può diventare un modo per attrarre i turisti. Un lago attrezzato, come è diventato il lago di Gramolazzo. Ma prima bisogna ripulire il lago di Pontecosi dalla sabbia che lo ricopre interamente».
In che modo?
«L’intervento più urgente è la messa in sicurezza della zona visto che, per via del cambiamento climatico, gli eventi alluvionali sono sempre più frequenti. È necessario quindi far defluire le acque al centro del lago, eliminando la zona paludosa e malsana. Il ponte storico che porta alla Chiesa della Madonna deve essere restaurato e sarà nostra premura farlo. C’è poi il progetto di parcheggio di cui si parla da una decina d’anni e mai realizzato. Se diventassimo noi la maggioranza di questo comune, lo faremmo nel corso dei primi due anni di mandato. Infine, c’è un depuratore che scarica direttamente nel lago e, durante le piene, le acque invadono i centri abitati di Pontecosi e di Pontardeto. Serve un progetto di riqualificazione del depuratore, ma anche di bonifica e messa in sicurezza delle acque del lago».
Cosa vuole dire agli elettori?
«Che siamo persone semplici, parte integrante del tessuto sociale di Pieve e delle sue frazioni: per noi la politica è un servizio e non un lavoro. Con questo spirito vogliamo portare il nostro contributo a un territorio che ci ha dato tanto e che amiamo».
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