Attenzione
Coltiva cannabis in casa, arrestato un 37enne
La scoperta è stata fatta dai carabinieri di Capannori. L’imputato si è difeso dicendo che la sostanza è per uso personale
CAPANNORI. Coltivava piante di marijuana nel giardino di casa: dice di farlo per uso personale e a scopo terapeutico ma i carabinieri gli contestano lo spaccio. In manette un 37enne di Capannori.
Martedì pomeriggio i carabinieri della stazione di Capannori, con la collaborazione dei colleghi della Forestale, hanno arrestato in flagranza un 37enne del posto, Daniele Tavolari. L’uomo, ancora formalmente studente, è accusato di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto a seguito di circostanze che si potrebbero definire fortuite. Verso le 15 di martedì due militari in quel momento impegnati in un servizio di controllo del territorio, sono passati davanti all’abitazione dell’uomo e da fuori hanno notato nel giardino della casa alcune piantine di marijuana coltivate in un vaso. A quel punto hanno deciso di fermarsi per approfondire, si sono presentati e hanno effettuato una perquisizione. E qui sono emerse altre sorprese: i militari hanno rinvenuto e sequestrato undici piante di cannabis indica, alte circa 50 centimetri, coltivate in vaso. Si trovavano nel giardino e in una camera da letto. Non solo: i carabinieri hanno rinvenuto altre otto piante di cannabis in via di essiccazione e circa 350 grammi di infiorescenze di marijuana custodite in diversi barattoli. Nella casa sono stati sequestrati anche un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente.
Il giovane, pertanto, è stato arrestato e ieri mattina è stato portato in tribunale per la direttissima di fronte giudice monocratico Felicia Barbieri. Il magistrato ha convalidato l’arresto, ma la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Gianfelice Cesaretti, ha chiesto e ottenuto i termini a difesa. Il 37enne attenderà agli arresti domiciliari l’udienza fissata per il prossimo 6 ottobre. L’imputato e il suo legale, sostengono che non ci siano gli estremi per contestare lo spaccio. La coltivazione domestica, a loro dire, era stata realizzata per uso personale e a scopi terapeutici. In nessun caso ci sarebbe stata cessione o vendita di stupefacenti ad altri soggetti.
La questione oggetto del procedimento è al centro del dibattito pubblico: è in corso una raccolta firme per chiedere un referendum sulla legalizzazione della coltivazione domestica per uso personale. Inoltre, pochi giorni fa la commissione Giustizia alla Camera ha approvato una proposta di modifica del Testo unico sugli stupefacenti che prevede, entro alcuni limiti, l’autocoltivazione.
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