Il dolore
Stasera la processione a numero chiuso
Settecento i partecipanti, duemila gli spettatori nelle piazze. Le luci della città si spegneranno e si accenderanno migliaia di lumini
LUCCA. Il rito è salvo. Anche se in forma ridotta, la processione di Santa Croce, con relativa luminara, quest’anno si farà. Stasera (13 settembre) dalle 20 le luci della città si spegneranno e si accenderanno migliaia di lumini sui palazzi e sui monumenti del centro storico. È la sera della grande festa dei lucchesi, che da oltre mille anni così rendono omaggio al Volto Santo, il Cristo dei miracoli.
La suggestione rivive nelle vie del centro storico, lungo il percorso – dalla basilica di San Frediano fino alla cattedrale di San Martino – che ricalca quello del crocifisso ligneo custodito in cattedrale, all’interno della cappella progettata da Matteo Civitali nel 1484. Il corteo ripercorre l’ultima tappa di un viaggio costellato di miracoli e misteri.
La leggenda narra che a scolpire la statua a Gerusalemme sarebbe stato Nicodemo, colui che aveva partecipato alla deposizione del corpo di Gesù dalla croce e alla sua sepoltura.
A lavoro quasi ultimato – gli mancava solo la testa – una sera Nicodemo si addormentò. Al risveglio trovò il Crocifisso completato: durante la notte erano venuti gli angeli a scolpire il volto.
Passarono gli anni e Nicodemo, vecchio, decise di affidare il suo Cristo a un giovane discepolo che nascose la statua in una grotta dove, per sette secoli, fu venerata di nascosto. Guidato dalla visione di un angelo, la ritrovò il vescovo Gualfredo che, dopo averla riportata alla luce, la mise su una nave, adornata di ceri e lampade accese, sperando che raggiungesse l’Italia. E la nave, senza vele né guida, approdò a Luni.
Nello stesso momento in cui la barca arrivò al porto ligure, un angelo apparve al vescovo Giuliano di Lucca dicendogli di recarsi là, perché vi avrebbe trovato una scultura raffigurante il vero Cristo in croce.
Non appena la delegazione lucchese arrivò al porto, la barca, che fino ad allora aveva resistito ai lunensi, non oppose più alcuna resistenza.
Ma i lunensi non mollavano, rivendicando il diritto di tenere la statua che, allora, fu messa su un carro trainato dai buoi perché fossero loro a scegliere chi doveva tenerla.
Gli animali scelsero la strada per Lucca, dove il carro giunse nei pressi della chiesa di San Frediano.
Il giorno successivo, però, il crocifisso fu ritrovato in un orto vicino a San Martino. L’avvenimento venne interpretato come una precisa indicazione divina.
Era il 742 e da allora il culto del Volto Santo non ha avuto rivali, facendo diventare la città una meta privilegiata di pellegrini da ogni dove, richiamati dalla sua bellezza e dalle mirabolanti storie che lo circondavano.
Il suo culto, poi, non è stato materia solo per fedeli e religiosi. I governanti lo hanno sempre considerato anche loro patrimonio, tanto che nell’antica Repubblica di Lucca la celebrazione della Santa Croce era preparata minuziosamente, con precise regole che tutti dovevano osservare.
Per ogni cittadino di età compresa tra i 14 e i 70 anni era obbligatorio partecipare; a chi trasgrediva toccavano sanzioni salatissime, perfino il pignoramento dei beni. A ogni comunità e parrocchia della Repubblica, poi, veniva comunicato il peso dei ceri da portare in dono al Volto Santo, proporzionato alla posizione sociale del fedele: anche in questo caso non erano concessi sgarri.
I negozianti dovevano chiudere le attività la sera del 13: se non lo facevano, scattava una pena pecuniaria da riscuotersi subito e senza processo. Condanne erano previste, inoltre, per gli “spetiali” che non avevano fabbricato i ceri in modo corretto e per chiunque danneggiava gli stessi ceri o i “castelli fioriti” costruiti ogni anno per rappresentare le fortificazioni del territorio lucchese.
Per la Santa Croce – festa religiosa, ma anche civile – veniva rivoluzionata pure l’organizzazione della sicurezza: i banditori annunciavano per quei giorni la possibilità di girare liberamente e di riunirsi mentre nessuno poteva essere incarcerato per debiti. E proprio in questa occasione il governo concedeva l’amnistia per i reati minori: i detenuti venivano liberati durante una cerimonia pubblica davanti al Volto Santo. Erano esclusi dall’amnistia chi doveva scontare pene corporali, chi non era stato in carcere almeno tre mesi e i condannati per bestemmie verso Dio o i santi.
Regole che fanno parte del lontano passato, ma non quella dell’ordine di sfilata. Immutabile, da sempre. La processione inizia con il grande drappo che rappresenta il Volto Santo, al quale si accodano prima la sezione religiosa, poi quella civile-istituzionale e infine i gruppi in costume. Nel mezzo le bande musicali, le cui musiche si intercalano ai canti intonati dai fedeli e inneggianti alla Santa Croce.
E così sarà, anche questa volta, pur con un numero di partecipanti e di pubblico – rispettivamente 700 e 2.000 persone, come è possibile leggere nella scheda a fianco dove sono indicate tutte le disposizioni – molto inferiore rispetto ai tempi pre-Covid.
L’inizio è alle 20, dalla basilica di San Frediano. Il percorso toccherà via Fillungo, via Roma, piazza San Michele, via Veneto, piazza Grande, piazza del Giglio, via del Duomo, piazza San Giovanni e infine piazza San Martino. A chiusura, in cattedrale, la benedizione dell’arcivescovo Paolo Giulietti e l’esecuzione del Mottettone, tradizionale composizione polifonica della Santa Croce.
La processione sarà composta da 700 partecipanti fra parte religiosa e civile. Il corteo (inizio alle 20) si formerà da piazza Santa Maria verso piazza San Frediano, dove partirà il percorso che toccherà via Fillungo, via Roma, piazza San Michele, via Veneto, piazza Grande, piazza del Giglio, via del Duomo, piazza San Giovanni e piazza San Martino. Non sarà possibile assistere alla sfilata lungo le strade: saranno transennate le vie di accesso, con ordinanze comunali di divieto d'ingresso, anche ai pedoni, in via Fillungo, via Roma, via Vittorio Veneto e via del Duomo, dove potranno passare soltanto i residenti e, fino alle 19.30, i clienti di esercizi commerciali. Si potrà assistere alla processione dalle piazze San Frediano, San Michele, Napoleone, del Giglio, San Giovanni, Antelminelli e San Martino, ma gli accessi saranno contingentati e non potranno mai superare, complessivamente in tutte le piazze, 2.000 persone: per questo le piazze verranno transennate e presidiate. Tutti i 700 partecipanti alla processione, all’arrivo in cattedrale, potranno entrare per l’omaggio al Volto Santo poi solo 350 potranno restare in presenza per assistere ai riti conclusivi: l’allocuzione dell’arcivescovo, il Mottettone e la benedizione finale.
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