Sicurezza
Merenda al lavatoio per rievocare i bei tempi andati
È stata un’occasione per socializzare, per ricordare stili di vita, ritmi e attività dei decenni precedenti al boom economico, superati da nuove tecnologie e nuovi usi e costumi. La merenda di venerdì pomeriggio ha riunito nuovamente famiglie di Sant’Anna attorno al lavatoio “dietro corte Pistelloni”, ristrutturato di recente grazie all’impegno della amministrazione comunale, che ha accolto la proposta dell’Associazione Parco Sant’Anna e del Gruppo Animazione via Vecchi Pardini. Alla merenda all’aperto, oltre a rappresentanti delle istituzioni, c’erano anche gli operai della cooperativa “Giovani e comunità”, che hanno eseguito i lavori di recupero dell’opera, dando anche seguito ai suggerimenti e agli spunti di chi, ai bordi di quel lavatoio, lavava la biancheria e socializzata con le altre donne e ragazze giunte sul posto munite di ceste e nepitella profumata. A fare gli onori di casa Giuseppe Marsili, presidente dell’Associazione Parco Sant’Anna: «Riscoprire questi posti è utile alla comunità di Sant’Anna, chiamata a riscoprire la propria memoria storica anche con eventi di questo tipo. Una comunità ha bisogno di radici e di trovare momenti per stare insieme. L’Associazione Parco Sant’Anna è felice del ruolo di intermediazione tra cittadini e pubblica amministrazione e allo stesso tempo è aperta ad eventi conviviali e ad accogliere nuove proposte». L’invito agli operai della cooperativa è stato voluto Marsili: «Un modo per dire grazie per quanto fatto. Bambine e ragazze di un tempo hanno ricordato ai più giovani le giornate attorno al lavatoio, rievocando le canzoni, i rumori dell’acqua delle risorgive ai lati del Serchio, le figure più rappresentative, i profumi e i ritmi scanditi dal lavaggio di lenzuola e tovaglie, poi stese sul prato ad asciugare».
«L’auspicio – conclude il presidente Marsili – è che il Comune non dimentichi questo spaccato di natura e di storia alle spalle di centri commerciali e di palazzi: fatto il verde e fatti i parchi, l’auspicio è che ci sia la forza per poterli controllare e manutenere».
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