Lutto
La tv, le immagini, la paura: rammento come fosse oggi
Anche i lucchesi rievocano l’evento che ha cambiato la vita dell’Occidente Alcuni avevano amici o parenti al World Trade Center. Ecco le loro storie
LUCCA. «Mi ricordo quel giorno come fosse oggi». È questa la frase più ricorrente quando si domanda a qualcuno di raccontare “il suo 11 settembre”. Succede anche con i lucchesi a cui abbiamo chiesto di ripercorrere con la memoria quel giorno di 20 anni fa. Nessuno ha dimenticato quel che stava facendo quando ha appreso la notizia. E nessuno ha dimenticato quel che ha fatto subito dopo: tutti si sono messi alla televisione a seguire le dirette che raccontavano i fatti di quel pomeriggio di fine estate. All’inizio sembrava un incidente, ma quando il secondo aereo si schiantò sulla torre sud, fu chiaro che si trattava di qualcosa di diverso e di nuovo. Le successive notizie riguardo il dirottamento di altri due voli non fecero che acuire il senso di smarrimento. «Sembrava di vedere un film», dice qualcuno e in effetti è vero. Ma al cinema lo spettatore sospende il senso dell’incredulità e spesse volte smette di interrogare le immagini che diventano irrilevanti, intransitive, autoreferenziali. In pratica smarriscono la capacità di rimandare ad un altrove posto fuori dallo schermo. Il crollo delle Twin towers crea una sorta di cortocircuito, scioccando non per l’eccesso di visione (al cinema si vede di peggio) quanto perché lo spettatore è costretto a riconoscere che quelle immagini fanno sponda sulla realtà e di questa si portano dietro domande e paure a cui non si può più sfuggire.
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