Sicurezza
«Chiamai l’ambasciatore per le notizie»
LUCCA. Marcello Pera, lucchese doc, quell’11 setembre era presidente del Senato e ha vissuto l’evento in una veste istituzionale. «Ero in ufficio a palazzo Madama e stavo lavorando in vista della prossima ripresa dei lavori parlamentari – racconta –. Quel che successe ci costrinse a una precipitosa riapertura del Senato. Stavo incollato alla televisione e mi scambiavo telefonate con Berlusconi e gli altri membri del governo. Io tenevo i rapporti con l’ambasciatore americano. In quelle prime concitate ore nessuno aveva contezza di quel che stava accadendo. A chiarirci le idee fu quel comunicato aberrante di rivendicazione. Era un attacco alla nostra civiltà, eravamo stati colpiti perché giudei e cristiani. Facemmo subito una manifestazione all’ambasciata americana e nei giorni successivi mi occupai di organizzare una mostra con le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Fu un momento di grande dibattito intellettuale sull’Europa, gli Stati uniti e il nostro essere occidentali».
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