Il Tirreno

Lucca

l’analisi di coldiretti  

Per le cantine buone previsioni nonostante un meteo incerto

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MONTECARLO. Le anomalie climatiche (gelate in primavera e siccità in estate), unite alle predazioni degli animali riducono il raccolto (si stima il 15 per cento in meno) non la qualità dei vini lucchesi che si preannuncia eccellente. È iniziata la vendemmia tra i filari dei 120 ettari delle due Doc della provincia (Montecarlo e Colline Lucchesi), dove lo scorso anno si sono prodotti complessivamente oltre 500mila litri di vino. A tracciare un primo bilancio è Coldiretti sulla base delle previsioni elaborate da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, che ricalcano, anche se fortunatamente con una stima migliore il trend regionale (che parla di un25 per cento in meno).

«Il risultato di questa annata vitivinicola è in parte già deciso, in parte ancora da scrivere. La pioggia potrebbe aiutare le varietà tardive a una maturazione ottimale – dice il presidente di Coldiretti Lucca Andrea Elmi – la raccolta è già iniziata per quanto riguarda alcune varietà a bacca bianca, per altre c’è ancora un po’ di tempo davanti. L’andamento bizzarro del clima non ci ha certo favorito: porteremo meno mosto in cantina ma significa anche una maggiore concentrazione di quei valori che garantiranno una straordinaria qualità che è quella che apprezza il consumatore finale. Purtroppo registriamo, in molte aree, gravi perdite di produzione legate all’aumento del numero di cinghiali e caprioli che, assetati, assaltano i grappoli». Una previsione condivisa da Gino Fuso Carmignani, presidente del Consorzio del Montecarlo Doc che parla di vendemmia dalla qualità molto alta nonostante il clima: «Cielo e terra non sono stati molto in accordo quest’anno. La combinazione di questi due fattori non è stata perfetta malgrado ciò avremo un mosto di qualità anche se la resa sarà inferiore. La riduzione dovrebbe attestarsi tra il 10 e il 15 per cento a seconda delle zone. La valutazione finale resta molto positiva».

Analisi confermata da Assoenologi, Ismea e Unione italiana. La stagione 2021 si è aperta lasciandosi alle spalle un inverno particolarmente piovoso, che ha garantito un’importante riserva idrica. Durante il mese di aprile – si legge nel report delle stime alla voce Toscana – si sono registrati bruschi abbassamenti di temperatura, che hanno portato a fenomeni di gelate nei fondivalle e a una crescita moderata in debutto di stagione. Da maggio, con l’arrivo del caldo, la vite ha reagito con un bello sviluppo dei germogli e un’ottima fioritura, in un clima tendenzialmente asciutto che ha aiutato a limitare le patologie fungine. Tra fine luglio e i primi di agosto si sono visti i primi accenni di invaiatura (il cambio di colore dei chicchi d’uva), accompagnati anche dai primi segnali di stress idrico. Dal 10 di agosto le temperature massime hanno fatto registrare picchi importanti che, uniti al lungo periodo di assenza di piogge e a leggere brezze, hanno portato ad una diminuzione di umidità nel terreno e a diffusi fenomeni di stress idrico e colpi di calore. Le previsioni fanno pensare a una vendemmia di grande concentrazione, più vocata per i rossi rispetto ai bianchi e ai rosati.

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