Il dolore
Restaurata la meridiana babilonica
CAPANNORI. Esiste un “Giardino delle meridiane” in Lucchesia ed è il chiostro di Badia di Cantignano, dove si trovano otto quadranti solari. La loro “scoperta” è stata realizzata da Tullio Della Togna, che si è attivato per conoscerli, valorizzarli e arrivare anche al restauro di uno dei due quadranti babilonici presenti.
A presentare l’orologio restaurato sono intervenuti il sindaco di Capannori Luca Menesini, il presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Andrea Palestini, insieme a Oriano Landucci (già presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca, aveva avviato il progetto di recupero), Ilaria Boncompagni, funzionario della Soprintendenza che ha diretto i lavori di restauro, il parroco don Emanuele Andreuccetti, Carlo Paoletti, presidente dell’associazione “La Sorgente” beneficiaria del contributo, Filippo Bedini, proprietario dell’immobile su cui si trova l’orologio solare, Mimma Paradisi, in rappresentanza dei Custodi della città che ha ricordato il fondatore e presidente Francesco Petrini e il restauratore Lorenzo Lanciani.
L’opera restaurata è molto particolare proprio perché usa il sistema orario “babilonico”, un metodo di misurazione oraria usato prevalentemente in Oriente. In Italia è molto raro vedere meridiane babiloniche. Presumibilmente del XVIII secolo, questi orologi si trovano tutti sulle pareti del chiostro del Palazzo detto “delle cento finestre”, l’ ex villa Buonvisi.
Come mai così tante meridiane in un solo chiostro? «È possibile – sostiene Della Togna – che il motivo sia legato alle vite precedenti del fabbricato che si trova alle pendici delle colline tra Lucca e Pisa ed è stato abbazia benedettina, poi camaldolese, infine residenza nobiliare. Sono chiaramente visibili otto quadranti: quattro sulla parete del chiostro rivolta a Sud e quattro sulla parete rivolta a Ovest. Due conservano lo gnomone, lo stilo che proietta la sua ombra sul quadrante, un terzo ne ha una parte. I quadranti sono quadrati con lato approssimativamente di 1,7 metri per tutti ad eccezione del numero quattro, che misura due metri circa; sono allineati tra loro, hanno tutti uno sfondo bianco».
Il quadrante babilonico, restaurato grazie alla Fondazione Banca del Monte di Lucca, dopo quasi tre secoli “funziona” ancora perfettamente, con una piccola differenza di qualche minuto che potrebbe derivare dalla consunzione dello stilo dovuta alla ruggine.
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