Sicurezza
Sara D’Ambrosio apre la campagna per ottenere il secondo mandato
Presentate due delle quattro liste a sostegno della sindaca «Vogliamo proseguire il lavoro avviato cinque anni fa»
Luigi Spinosi
Altopascio. Con la presentazione di due delle quattro liste che la sostengono si è aperta ufficialmente ieri la campagna elettorale della sindaca uscente Sara D’Ambrosio. Una campagna, viene sottolineato, per confermarsi alla guida della cittadina del Tau e proseguire il lavoro avviato cinque anni fa.
Ad aprire l’incontro la presentazione della lista che porta il nome del primo cittadino, “Sara D’Ambrosio sindaco”, fatta dall’attuale assessore alla cultura e al turismo Martina Cagliari che la guida. Una lista civica che non c’era sulle schede di cinque anni fa e che, come ha detto Cagliari, raccoglie «esperienze e bagagli professionali diversi». Una lista che nel proprio simbolo ha trovato anche una rappresentazione grafica di ciò che vuole essere: un cerchio (a esemplificare il concetto di gruppo) di cinque colori, uno per ogni tema al centro dell’attività amministrativa, con il rosso per la cultura e il turismo, il giallo per il commercio, il rosa per il sociale, il verde per la sostenibilità e il blu per la sicurezza. «Nonostante il nostro non sia un grosso comune, è però un comune complesso è chi dice che si amministra in due ore dopo cena non dice il vero – ha esordito la candidata sindaco D’Ambrosio – dopo cinque anni si può capire bene chi siamo, cosa abbiamo fatto e quali erano i nostri obiettivi. Sapete della mia scelta di un anno fa (quando la sindaca abbandonò il Pd ndr) e questo fa di me un candidato civico e questo mi permette di amministrare in modo laico. Qui non siamo fan di nessuno, ma siamo fan di Altopascio». Per descrivere un cambiamento vissuto in questi cinque anni cita le sedi elettorali delle varie liste, concentrate nella seminascosta piazza della Torre, «Mentre cinque anni fa eravamo tutti su via Cavour (la via del commercio ndr) dove però oggi non si trovano fondi, perché è piena di negozi».
Sul fronte sicurezza la sindaca ha ricordato il concorso di mobilità interna per potenziare il corpo della polizia municipale («A cui hanno partecipato 11 persone, alla faccia di chi dice che da Altopascio si scappa») e i tanti lavori fatti o approvati e finanziati (la scuola di Badia, la nuova scuola media, il palazzetto dello sport), rivendicando un attivismo assente («Per equilibrismo e per non scontentare nessuno») in chi aveva amministrato prima di lei. Un concetto ribadito anche nella seconda presentazione, quella della lista – stavolta non civica – del Partito Democratico, dove ha citato un altro esempio di quell’attivismo: il lavoro su circonvallazione e raddoppio ferroviario.
A presentare i candidati Pd è stato il vicesindaco (e capolista) Daniel Toci, il quale ha evidenziato il bagaglio di esperienze costituito dai 12 candidati. «Per la nostra lista ci sono tre ruoli importanti da evidenziare – ha detto Toci – il primo è quello della continuità amministrativa: vogliamo concludere il lavoro che abbiamo iniziato. Abbiamo seminato molto, ci sono progetti per 10 milioni di euro che si sono concretizzati. In pratica abbiamo scritto noi il programma anche per i nostri avversari. Altro punto è quello della necessità di relazione con gli altri enti, perché da soli non si va da nessuna parte. Poi c’è quello descritto nel nostro simbolo, dove abbiamo inserito il nome di Sara. Può sembrare una sottigliezza, ma non è così. È una testimonianza di lealtà verso il nostro sindaco, al contrario di quanto fatto nelle liste politiche degli altri candidati in cui c’è il nome dei leader nazionali, che non hanno nulla a che spartire con Altopascio». Sui rapporti con gli altri enti ha insistito anche Patrizio Andreuccetti, segretario territoriale del Pd: «Per realizzare le grandi opere che saranno finanziate da qui al 2026 con il piano resilienza è necessario il confronto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
