Attenzione
«Lento, consapevole e condiviso le regole per il divertimento sano»
La psichiatra Cerrai spiega su quali basi si muoverà l’azienda sanitaria L’obiettivo è promuovere attività positive e non basate sulla velocità
L’esperta
Tra i soggetti coinvolti dalla convenzione tra Asl e Comune c’è anche il Serd, il servizio dell’azienda sanitaria che si occupa delle persone che hanno sviluppato una qualche forma di dipendenza, compresa quella dal gioco. Quest’ultima è solitamente chiamata ludopatia. «In realtà è un termine antitetico – spiega la dottore Elisa Cerrai, psichiatra e responsabile dell’unità funzionale che si occupa delle dipendenze – perché mette insieme la giocosità e la patologia. Esiste anche un modo sano, giusto ed educativo di giocare ed è quello che, con l’aiuto di Lucca Crea, puntiamo a sviluppare e promuovere a 360 gradi. L’idea è di ricalcare con il gioco quanto è stato fatto nell’ambito del cibo con lo slow food. Per questo proponiamo un slow game, ovvero un modo di giocare lento, consapevole e magari condiviso con altre persone. È l’esatto opposto di quello che avviene con il gioco d’azzardo e in particolare con i videoterminali. Quello è il mondo del “tutto e subito”, dove gli stimoli uditivi e visivi lanciati dalla macchina e associati all’idea di un premio, rendono l’attività allettante per il nostro cervello, che riceve scariche di dopamina che gli forniscono la gratificazione. Ecco, dal nostro punto di vista, tutto ciò che è in antitesi a questi stimoli “veloci” e rallenta il circolo vizioso è estremamente positivo ed è quello su cui cercheremo di formare i ragazzi. I giochi d’azzardo, inoltre, non premiano il merito e sono legati al caso. Ci sono contesti – prosegue la dottoressa – che favoriscono un’alterazione percettiva per cui un giocatore può essere indotto a credere che una vincita e o una perdita siano legati al suo operato e questo crea delle conseguenze dannose».
Come spiegava già qualche giorno fa la dottoressa Cerrai sempre sul Tirreno, circa il 70 per cento della popolazione partecipa a qualche tipo di gioco, e magari lo fa per anni. Ma solo una piccola percentuale sviluppa una dipendenza che sconfina nella patologia. Con conseguenze che possono essere gravi sia sul piano psicologico, sia su quello economico. Il Serd di Lucca ha in carico un’ottantina di ludopatici. L’accesso al servizio (padiglione C del Campo di Marte), è gratuito e non serve prescrizione medica per accedervi. Un team multidisciplinare fornisce supporto a 360 gradi.
G.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
