Sicurezza
Fissate altre udienze per il crollo della gru che uccise due operai
LUCCA. Un’udienza durata oltre cinque ore e conclusa dopo le 17 di ieri pomeriggio. Un’altra udienza tecnica, con gli ingegneri e i consulenti in veste di protagonisti, a cui seguiranno quelle del 19 ottobre e del 29 novembre. Ormai l’udienza preliminare di fronte al gup Antonia Aracri per stabilire eventuali responsabilità sul decesso di Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, rispettivamente di 54 e 61 anni, dipendenti dell’Agraria Morelli, si è trasformata in una battaglia di perizie. Si discute sulla saldatura tutt’altro che perfetta alla canalina passacavi sul braccio meccanico del carrello elevatore che il primo settembre 2017 avrebbe provocato il cedimento con i due operai che precipitarono da un’altezza di dieci metri a mentre lavoravano per montare i portalumini sulle facciate di palazzo Pretorio in vista della processione di Santa Croce. Nell’udienza di ieri il consueto «scaricabarile» tra i tecnici dell’azienda produttrice del modello Eagle, la «Oil & Steel», e le ditta fornitrice del braccio meccanico, la «Art Campenter», si è interrotto. Entrambi i consulenti hanno contestato la mancanza di regole chiare legate alla distanza del punto di saldatura della canalina passacavi sul braccio meccanico. Una questione di centimetri che, per alcuni tecnici, poteva impedire quel cedimento. La procura, attraverso il sostituto Elena Leone sempre presente in tutte le udienze, ribadisce la tesi primordiale: la saldatura non doveva trovarsi lì in quel punto del braccio meccanico e in quella parte di lamiera. Quella saldatura difettosa ha indebolito il carrello elevatore e provocato la sciagura. L’ingegner Renzo Capitani, consulente della procura, al momento della sua dettagliata ricostruzione aveva ribadito come non si fosse tenuto conto della particolare normativa tecnica applicabile alle gru. Ricordando come lo stesso modello di braccio meccanico Oil & Steel venne interessato a incidenti mortali avvenuti in altre zone d’Italia. Come il primo maggio 2007 nella piazza principale di Sorrento dove due donne che stavano entrando in chiesa furono schiacciate dal cedimento strutturale della piattaforma collassata.
L.T.
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