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L’invito di Italia viva «I problemi reali: è questa la priorità»

L’invito di Italia viva «I problemi reali: è questa la priorità»

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lucca. «Andare oltre i vecchi schemi». Dovrebbe essere questa, per Italia viva di Lucca, la linea da seguire in vista delle amministrative del 2022.

«Chi ha veramente a cuore le sorti e il futuro della città – spiegano i coordinatori Alberto Baccini e Anna Rossi – dovrebbe fare prima di tutto una riflessione sulle promesse mancate, sui fallimenti, sull’incapacità di dettare l'agenda politica, sulla mancanza di una visione strategica, su una lunga stagione amministrativa grigia e incolore. E quando diciamo “lunga” ci riferiamo al periodo del centro destra come a quello del centro sinistra senza distinzione, in cui i veri problemi del territorio sono sempre stati sovrastati dal piccolo cabotaggio della politica, dalla mera occupazione di spazi e da una totale incapacità di disegnare una strategia di lungo periodo». Secondo Baccini e Rossi, «ha poco senso prendersela con i "poteri forti" che diventano forti solo per la debolezza degli altri perché se c'è una regola non scritta in politica è quella che quando si lasciano spazi vuoti c'è sempre qualcuno pronto a occuparli, spesso non per merito ma per l'inerzia e l'inettitudine delle altre istituzioni».

Se questi schemi non funzionano più, prosegue l’analisi dei due esponenti politici, «bisogna prenderne atto e agire con una proposta e un progetto nuovo basato sulla definizione dei "problemi reali" ponendosi obiettivi ambiziosi che possono richiedere anche tempi medi per essere realizzati ma che possano disegnare la Lucca dei prossimi 15-20 anni». Per Baccini e Rossi i progetti sono «assi viari, destinazione del Campo di Marte, Manifattura e altri contenitori, stadio, nuova ed efficace sanità territoriale, cultura e turismo, garanzia di futuro alle attività produttive del territorio. Queste le questioni da porre in agenda chiamando a raccolta le migliori intelligenze della città chiedendo il loro impegno per un grande progetto di rinnovamento culturale prima che politico. In una tale prospettiva che pone al centro i veri interessi dei cittadini e non i riti fallimentari della vecchia politica Italia viva ci sarà, senza se e senza ma».

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