Attenzione
Polizia, Silvia Cascino passa al coordinamento delle Squadre Mobili
Luca Tronchetti
LUCCA. Dopo sei anni di intenso e proficuo lavoro Silvia Cascino, commissario capo della Squadra Mobile di viale Cavour, lascia l’incarico per essere trasferita al Servizio centrale operativo (Sco) di Roma, l’ufficio che coordina tutte le squadre Mobili d’Italia. Un riconoscimento importante per una donna che in questi lunghi anni in Lucchesia si è impegnata senza risparmio in ogni attività di polizia che è stata chiamata a dirigere. Inutile sottolineare il suo decisivo contributo nell’ambito della lotta alla violenza di genere fungendo da punto di riferimento per l’Asl, la procura, le assistenti sociali, gli psicologi e tutti gli enti che ruotano intorno al problema. La dottoressa Cascino è sempre stata presente in caso di «codici rosa» o «codici rossi» per ascoltare le vittime, capire e indagare in tempi celeri. Il suo rapporto con il procuratore capo e con i magistrati è sempre stato improntato sulla piena fiducia e sull’alto senso di responsabilità che non è mai venuto meno anche nei momenti più delicati. Tante le operazioni portate a termine negli anni con il contributo essenziale dei suoi uomini della Mobile: dalla cattura dei latitanti Marco Affatigato e Giuseppe Mastini alias Johnny “Lo Zingaro” alle due grandi operazioni antidroga a Viareggio sino all’operazione “Doping” (che ancora attende non è stata conclusa sul piano investigativo) che tre anni fa destò scandalo nel mondo del ciclismo e all’operazione legata all’immigrazione clandestina con l’arresto di nove trafficanti che nascondevano migranti negli anfratti dei camion. L’ultima grande indagine risale alla scorsa primavera quando il Parco Valgimigli venne liberato dai pusher che spacciavano a cielo aperto. Il questore, i funzionari e il personale della polizia di Stato salutano con affetto il commissario Cascino per quanto ha dimostrato, professionalmente e umanamente nel corso degli anni trascorsi in questura e le augurano il meglio in vista del prestigioso incarico. Come cronisti del quotidiano Il Tirreno non possiamo che unirci all’augurio di una carriera professionale ricca di successo, certi che ci sarà sempre per Lucca un posto nel suo cuore.
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