Sicurezza
Una piazza per ricordare l’operaio morto sul lavoro
Tutto il paese si è ritrovato per l’intitolazione del centro di Catro a Eugenio Viviani che il primo settembre del 2017 perse la vita insieme con Antonio Pellegrini
Luigi Spinosi
LUCCA. Senso di comunità: un concetto utilizzato di frequente, ma spesso senza comprenderne fino in fondo il significato. Ieri mattina quel concetto si è materializzato a Catro, paesino a monte di Santa Maria del Giudice. Un borgo che si è ritrovato al gran completo per ricordare uno dei suoi figli nell’anniversario della tragedia che lo portò via, e per stringersi attorno alla sua famiglia. Era il primo settembre del 2017 quando Eugenio Viviani, assieme al collega Antonio Pellegrini, perse la vita mentre lavorava all’allestimento degli addobbi della luminara di Santa Croce. Il braccio della piattaforma su cui si trovavano cedette all’improvviso e per i due operai non ci fu nulla da fare.
La piazzetta, giusto all’ombra della casa in cui era nato 59 anni fa, è stata intitolata a Viviani. Un modo non solo per ricordare le tante vittime del lavoro, ma anche l’uomo, il padre e il marito, il rappresentante di quella comunità appunto, cui era profondamente legato.
A scoprire la targa è stato Nicolò Viviani, il figlio di Eugenio, mentre una sirena del gruppo antincendio di Vorno (una delle associazioni cui l’uomo dedicava il suo tempo) ha accompagnato la rimozione del drappo. Accanto a lui, oltre alle autorità, la moglie dell’operaio, e mamma di Nicolò, Wanda Lucchesi, ma anche Annamaria, la moglie di Antonio Pellegrini, l’altro operaio scomparso, con Riccardo, uno dei suoi due figli. Anche per Antonio è prevista a breve una cerimonia analoga nel suo paese, con l’intitolazione di uno spazio pubblico a Lammari, nel comune di Capannori.
Ad aprire la giornata era stato il consigliere comunale di zona Gianni Giannini: «Quello di oggi vuole essere un giorno di festa dopo un evento tragico, perché oggi Eugenio torna nella sua comunità».Con quella targa l’operaio diventa una presenza costante, anche fisica, per il paese di Castro. Ma nel ricordo e nel cuore dei paesani la figura di Eugenio Viviani è sempre stata presente e viva, come dimostrato dalla grande partecipazione alla cerimonia, con tutti i paesani che hanno voluto salutare e abbracciare la moglie e il figlio. Una partecipazione che è stata evidenziata dal sindaco Alessandro Tambellini («Un segno della vicinanza a Eugenio»), il quale ha ricordato anche quel drammatico primo settembre di quattro anni fa, «quando due uomini morirono mentre stavano lavorando per rendere ancora più bella la nostra città». Persone che, come detto dal sindaco, meritano di essere ricordate per sempre. Un pensiero condiviso dall’intera amministrazione, maggioranza e opposizione (molti i consiglieri comunali di tutti i gruppi presenti a Catro), che aveva approvato all’unanimità la mozione promossa dai consiglieri Gianni Giannini e Giovanni Minniti che ha poi portato al’intitolazione di ieri.
Quindi Giannini ha letto il messaggio scritto dalla famiglia, un messaggio per ringraziare tutti coloro che si erano stretti attorno a lei nel momento del dolore, e in particolare alla comunità di Catro, ricordando come Eugenio Viviani si fosse sempre vantato di essere un vero catrese.
Tra la folla presente nel centro del paese, da ieri ribattezzato piazzale Eugenio Viviani, anche i rappresentanti di quel mondo del volontariato di cui l’operaio faceva parte, il già citato gruppo antincendio di Vorno (che nel frattempo ha cambiato denominazione, adesso si chiama Racchetta), ma anche il labaro della Misericordia e Gruppo Fratres di Santa Maria del Giudice.
Del resto la solidarietà era uno dei valori portanti dell’uomo ricordato ieri: «Dovessi parlare dei bei ricordi che ha lasciato mio padre potrei stare qui a parlare per un giorno intero – racconta a margine della cerimonia il figlio Nicolò – era una persona semplice, onesta, solidale, e che riusciva a coinvolgere e a trasmettere calore a tutte le persone che incontrava, e questo l’ho realizzato vedendo quante testimonianze di affetto abbiamo ricevuto».
Sempre ieri il consigliere comunale con delega al lavoro Roberto Guidotti ha deposto una corona di fiori nel tratto di via Vittorio Veneto in cui avvenne l’incidente fatale.
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