Finanza
Arrestati e condannati per furto di cinque birre
Tre giovani sorpresi dalla polizia nella notte tra venerdì e sabato dopo il colpo al chiosco del Lucca Padel a Sant’Anna
Luca Tronchetti
LUCCA. Finiscono in manette e vengono tutti condannati per un furto di cinque bottiglie di birra Ichnusa (costo complessivo 25 euro) e di monete da 20 e 50 centesimi e da uno e due euro (per complessivi 18 euro). Per un misero bottino di poco più di 40 euro, oltre ai danni alla porta d’ingresso dell’esercizio commerciale, il giudice Alessandro Dal Torrione condanna complessivamente il terzetto a trentuno mesi di reclusione con i benefici di legge.
A inchiodare i tre giovani residenti in via delle Tagliate le telecamere del sistema di videosorveglianza all’interno del chiosco in legno accanto al circolo del tennis Lucca Padel srl in via del Tiro a Segno a Sant’Anna, una zona da tempo bersagliata da furti e atti di vandalismo. Erano le 2,30 quando l’impianto di videoregistrazione, collegato con la sede della ditta di Milano che ha installato il sistema, segnala la presenza anomala di due giovani che stanno armeggiando tra il registratore di cassa e il frigorifero interno al chiosco. La polizia, di lì a poco, scoprirà che i due giovani sono John Balestra, 27 anni, ex calciatore nella categoria Giovanissimi con la maglia del Pieve San Paolo, precedenti penali con un arresto per furto aggravato in concorso nel luglio 2014 e Francesco Mazzanti, 19 anni. Entrambi indossano pantaloncini corti e scarpe da tennis. E come in tutte le bande c’è anche un palo: il più giovane del gruppo. Si tratta di Patrick Romani, 18 anni. È il primo a finire in trappola. Una delle due volanti intervenute, che in quell’istante percorreva la via Sarzanese a S. Anna, nota il diciottenne sulla strada che alla vista della pattuglia corre verso il chiosco per avvisare i complici. I poliziotti fanno in tempo a bloccarlo prima che dia l’allarme e lo accompagnano in caserma. Nel frattempo l’altra pattuglia della squadra volante, che si trovava all’Arancio, nota poco distante dal chiosco i due ragazzi, ritenuti autori del furto, che cercano di allontanarsi dalla zona fischiettando per non dare nell’occhio. Sulla base della descrizione fornita gli agenti fermano i due giovani. Addosso, nascosti nei tasconi delle felpe, hanno due sacchetti: uno con monete per complessivi 18 euro e un altro con cinque bottiglie di birra prodotta in Sardegna. E uno di loro nasconde anche un grande cacciavite utilizzato per forzare la porta d’ingresso del chiosco. I tre giovani, due con precedenti di polizia e uno già con alle spalle una condanna in via definitiva, vengono portati in questura e arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso.
Ieri mattina al termine del processo con rito direttissimo il giudice ha condannato John Balestra a un anno di reclusione (con obbligo di firma in questura), Francesco Mazzanti a undici mesi e il “palo” Patrick Romani a otto mesi. Per tutti è stata concessa la sospensione condizionale della pena. Al termine dell’udienza i tre hanno fatto ritorno a casa.
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