Il dolore
Le storie surreali tra sacro e religione del giudice Orsucci
Luca Tronchetti
LUCCA. Adone Orsucci ci riprova. Dopo “Il diavolo, Faustino e altri racconti” edito da Montag per la collana “Le Fenici” uscito nel 2020, ecco che in periodo di lockdown l’ex magistrato in pensione da pochi anni propone al suo pubblico selezionato, sempre per la stessa casa editrice, “Gerusalemme come menzogna e altri racconti” centosedici pagine con al centro delle varie storie il sacro e il trascendente.
Come già accaduto nella precedente opera le pagine proposte, surreali e allegoriche, uniscono vari periodi storici e si proiettano in un futuro apparentemente lontano. Infatti i racconti che si snodano tra passato, presente sino alle soglie della fantascienza. Il sacro in contrapposizione con le miserie umane e in tutte le sue manifestazioni che possono sfociare anche nella mistificazione, nella violenza e nell’imbarbarimento dei costumi. Se il prototipo del sacro è la religione il simbolo della religione è da secoli Gerusalemme, la città delle tre religioni: cristianesimo, ebraismo, islam. E più il potere della religione deperisce e diventa ambiguo e opprimente più la stessa Gerusalemme viene accostata a storie volgari e menzognere. Ecco quindi, a detta dell’autore, che il sacro, la spiritualità, perde valore nei luoghi più congegnali e può acquistarli in luoghi più modesti, ma densi di religiosità come un piccolo magazzino di arte funeraria, una corsia d’ospedale di provincia e, perché no, anche in un casino d’ alto bordo.
Un volume, quello dell’ex magistrato lucchese del tribunale civile di Lucca e Firenze che aveva iniziato come docente di diritto all’Itc Carrara, carico di simbologie e di spunti riflessivi che si rivolge ad un pubblico alto e che, rispetto all’opera prima, pare più meditato e profondo. L’interesse per i classici, per la letteratura unito alla sua grande passione giovanile per la scrittura hanno dato all’ex giudice la spinta decisiva per iniziare una nuova avventura nel segno della conoscenza.
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