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“Izia”, che tempra: a cent’anni è ancora una bravissima ricamatrice

Emanuela Ambrogi
“Izia”, che tempra: a cent’anni è ancora una bravissima ricamatrice

Marlia, i suoi ricami sono vere opere d'arte e per la sua bravura le clienti continuano a portarle oggetti da riparare

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Cento anni tondi e sempre con l’ago in mano: le sue mani delicate da ricamatrice non hanno perso smalto nonostante l’età non più verde. È per questa arte che Maurizia Bigongiari è conosciuta a Marlia: oggi nella grande frazione del territorio di Capannori, è festa grande, proprio in occasione di un compleanno che non poteva passare sotto traccia.

Maurizia Bigongiari, nata a Lucca il 25 agosto 1921 ma residente a Marlia fin da bambina, festeggerà infatti il suo centesimo anno con familiari e amici del cuore al ristorante Canapino del paese in cui abita.

Maurizia, chiamata affettuosamente da familiari e amici col nomignolo di "Izia" continua a cucire e fare rammendi, segue ogni giorno tutto quello che accade nel mondo della politica ed è soprattutto una buona forchetta, con una predilezione particolare per la salsiccia e il biroldo. I suoi ricami sono vere opere d'arte e per la sua bravura le clienti continuano a portarle oggetti da riparare e lei continua a lavorare con entusiasmo sempre rinnovato. Ogni giorno poi, tra un ricamo e l'altro, non rinuncia alla merenda.

La sua vita sembra un libro di storia. È venuta alla luce poco dopo la fine del primo conflitto mondiale, ha superato l’epidemia della "spagnola", ha vissuto il periodo difficile della seconda guerra mondiale e negli ultimi due anni ha visto cambiare il mondo con la pandemia da Covid 19.

“Izia” è una donna fortissima e piena di risorse. Ha subito la perdita di un figlio, scomparso all'improvviso e prematuramente nel 1988, ma è riuscita a ritrovare il sorriso e la felicità di misurarsi ogni giorno con la vita: un esempio di umanità e carica straordinari. È una forza della natura, una donna speciale che ha provato sulla sua pelle cosa significa vivere, lottare e andare avanti. Ha ancora tanti amici e conoscenti che, appena finito il periodo lockdown, hanno ripreso ad andare a trovarla, a portarle le cose da sistemare, lasciandole fuori dalla porta di ingresso. È molto conosciuta, amata e stimata: sono in tanti a volerle bene.

Maurizia non ha mai smesso di lavorare. Ogni mattina si alza verso le 6, si prepara e si veste da sola, fa colazione in attesa che i familiari, a turno, e qualche conoscente passino da lei per assicurarsi che tutto vada bene, nell’abitazione in viale Europa a Marlia dove vive e lavora da anni. In questa casa sono passate tantissime clienti che arrivavano anche da Lucca e altri Comuni per farle aggiustare i capi di abbigliamento strappati. Grazie alla maestria delle mani di Maurizia tornavano come nuovi. Tante le donne che sono passate da lei per imparare l'arte del cucito e del ricamo, come anche i segreti del cucito, del rammendo e del ricamo.

Maurizia è nata a Lucca in piazza San Michele, dove il padre lavorava nell’allora Banca di Roma. La mamma, Fortunata, era casalinga. Il padre morì molto giovane, a 28 anni, e la banca istituì un fondo per la bambina, da versarle una volta diventata maggiorenne. La madre decise di lasciare la città per trasferirsi con la figlia da alcuni parenti a Marlia. Andarono ad abitare in via del Giardinetto, in località Geppetto. È cresciuta a Marlia Maurizia e proprio lì ha imparato, da giovanissima, l'arte del cucito e del ricamo. Sempre lì ha conosciuto l'uomo della sua vita, Giulio Marianetti, commerciante con un negozio di ferramenta. Dal loro matrimonio sono nati due figli. Oggi è rimasto Raoul, 61 anni, funzionario di una compagnia di assicurazioni.

«Al ristorante Canapino faremo una piccola festa con le persone del cuore, rispettando le regole – spiega Raoul Marianetti –, mamma è vaccinata, è stata tra le prime. È una donna davvero in gamba, ha accudito una sua anziana zia fino all'età di 88 anni. A 94 anni ha subito un intervento in seguito a una caduta che le provocato la frattura del femore. Passato l'effetto dell’anestesia, la prima cosa che chiese a medici e infermieri fu un panino col biroldo». È ancora una buona forchetta, adora gli insaccati, i tortelli e i piatti tradizionali lucchesi. Ogni giorno, oltre a cucire, segue quello che accade nel mondo, è appassionata delle storie del mondo, di ciò che accade. Mette gli occhiali solo per leggere, quando cuce e ricama usa una grande lente di ingrandimento e i suoi ricami sono straordinari, vere opere d'arte. Ma oggi non lavorerà: è la sua festa. Buon compleanno, Izia.

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