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Gruppo di associazioni interessato alla gestione dello scalo di Tassignano

Nicola Nucci
Gruppo di associazioni interessato alla gestione dello scalo di Tassignano

Sono quelle che già operano all’interno dell’aeroporto e interessate a salvare  l’impianto dal rischio chiusura dopo il fallimento del 2017

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Nicola Nucci

CAPANNORI. Sul futuro dell’aeroporto di Tassignano pare essere calato il silenzio, almeno nel dibattito politico. Sottotraccia però si cerca una soluzione che possa garantire una continuità all’avioscalo entro ottobre, quando scadrà la proroga dell’esercizio provvisorio approvato ad aprile. In attesa di possibili investitori e di proposte indirizzate al curatore fallimentare (un gruppo toscano qualche mese fa avrebbe presentato una manifestazione di interesse per rilevare l’impianto) è pronta a farsi avanti la società dell’Aeroclub Lucca, che insieme all’Aeroclub Volovelistico toscano e all’associazione dei paracadutisti civili e militari a settembre formalizzeranno una proposta di gestione della struttura.

Si tratta di associazioni che da anni operano a Tassignano nel campo dell’addestramento del volo a vela e dell’attività paracadutistica. L’Aeroclub, non è un mistero, ha manifestato la disponibilità insieme ad altre realtà a fare in modo che l’aereoscalo non rischi la chiusura. Una proposta che naturalmente dovrà essere valutata dal tribunale e dai creditori. Le associate consorziate farebbero tutto senza scopo di lucro, solo per garantire una continuità operativa. Una transizione in attesa di una svolta. Alla finestra c’è anche Enac, l’ente nazionale proprietario dell’aeroporto, che senza una gestione solida e un progetto di sviluppo sostenibile potrebbe aprire la strada di una bando europeo, con tempi più lunghi.

Una situazione, quella dell’avioscalo di Tassignano, bloccata da quattro anni, dopo il fallimento della società Aeroporto Capannori nel 2017, e il disimpegno del socio di maggioranza, il Comune, dopo le ricapitalizzazioni e i tentativi di rilancio puntando sull’innovazione e il settore aerospaziale. Poi la pandemia ha contribuito a uno stallo e a frenare eventuali investitori.

Intanto la gestione provvisoria è stata rinnovata per il quarto anno, portata avanti sotto la supervisione del curatore Mario Margara che ha amministrato la struttura dopo la procedura concorsuale e le successive proroghe. La proposta delle associazioni, se dovesse concretizzarsi, potrebbe consentire di superare questa fase di transizione durante la quale sono comunque garantite le attività principali. Una struttura che in questo momento non può logicamente operare a pieno regime, aperta dal mercoledì alla domenica. A chi in futuro prenderà in mano l’aeroporto sarà chiesto di garantire un’apertura sette giorni su sette, sia nei mesi di maggiore luce che durante l’inverno. Inoltre sono necessari interventi di manutenzione straordinaria. Una soluzione che dovrà garantire anche i posti di lavoro di chi opera nella struttura.

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