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Minucciano 

Dopo l’attentato nella cava riparte l’attività estrattiva

Luigi Spinosi
Dopo l’attentato nella cava riparte l’attività estrattiva

Il sequestro ha interessato solo i punti in cui si trovano i tre mezzi distrutti dal fuoco Prevista l’installazione  di sistemi di videosorveglianza 

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MINUCCIANO. Ripartiranno regolarmente i lavori alla cava di Marmo Carcaraia di Gorfigliano, nel Comune di Minucciano. Oggi infatti, come programmato, riprenderà – dopo la fine del breve periodo di ferie – l’attività estrattiva. Il rischio di un ulteriore stop è stato scongiurato.

Il sequestro disposto dalla magistratura, dopo l’attentato subito dall’azienda (con tre mezzi da lavoro incendiati la notte prima di Ferragosto), ha riguardato solo le aree in cui si trovavano il camion dumper, la ruspa e l’escavatore distrutti dal fuoco. La società Acquabianca che gestisce la cava, e la società Service che si occupa di logistica all’interno dell’impianto, sono già alla ricerca di mezzi per sostituire quelli andati distrutti.

«Ripartiamo – commentano dalla società Acquabianca – come sempre, quando succede qualcosa di brutto, la cosa migliore da fare è rimboccarsi le maniche».

L’area di cava interessata all’attività estrattiva si trova lontano dal punto dell’attentato, e questo ha scongiurato un rischio di sequestro della zona in cui si lavora, cosa che avrebbe comportato un notevole danno economico, visto che l’attività – per le condizioni meteo del territorio – si concentrano soprattutto in questo periodo dell’anno.

«Ma dovremo intervenire anche contro il rischio di inquinamento provocato dall’incendio – proseguono dalla società che ha in gestione la cava – nella zona in cui si trovano i mezzi incendiati. E sarà un intervento, che non è nemmeno tanto economico, che potremo fare non appena sarà disposto il dissequestro dei punti interessati».

Dopo quello che è accaduto qualche timore è sempre presente, ma nella cava ci si sta attrezzando per evitare il ripetersi di situazioni del genere: «Indubbiamente – chiudono dall’azienda – un po’ di paura rimane. Adesso installeremo dei sistemi di sorveglianza, si tratta solo di avere i permessi, visto che, trattandosi di una zona di lavoro, servono delle autorizzazioni particolari».

Luigi Spinosi

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