Il Tirreno

Lucca

L’emergenza coronavirus

San Luca, ricoveri in crescita

Martina Trivigno
Il dottor Sauro Luchi, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Luca
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Il dottor Sauro Luchi, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Luca

I pazienti sono 25. Il primario: tra questi molti sono giovani e non vaccinati

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LUCCA. L’emergenza sanitaria non è finita. E lo dimostra la quantità - in crescita - di ricoveri all’ospedale San Luca di Lucca. Nell’ultima settimana, è aumentato il numero di persone che hanno avuto bisogno di ricorrere alle cure ospedaliere. E (dato aggiornato a venerdì 20) erano 25 i pazienti positivi al coronavirus ricoverati in un letto del San Luca, di cui quattro in terapia intensiva.

«Ci sono pochi anziani e molti giovani ricoverati in questo momento, anche di vent’anni - spiega il dottor Sauro Luchi, direttore del reparto di Malattie infettive ed Epatologia dell’ospedale di Lucca - e la maggior parte di questi pazienti non è vaccinato. Il vaccino sta dimostrando una buona protezione contro la malattia e anche nei confronti dell’infezione. Ma, nei pazienti più fragili, la protezione contro l’infezione è più debole». Ma tanto per dare l’idea: i quattro pazienti al momento ricoverati in terapia intensiva non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino. «Siamo passati da zero o un ricoverato a un numero molto maggiore, che varia dai 19 ai 25. Ora, infatti, ci siamo stabilizzati su questi numeri. La situazione è sotto controllo, sia chiaro, e la gestione dei ricoveri non crea per ora problemi. Ma non si deve abbassare la guardia. Ora più che mai».

Anche la dottoressa Michela Maielli, coordinatrice della rete ospedaliera dell’Asl Toscana nord ovest, sottolinea che l’unica arma che abbiamo contro l’aggressività del virus è proprio il vaccino.Proprio ora che i contagi stanno aumentando: ieri, nella provincia, se ne sono registrati 100. «È fondamentale per difenderci - spiega - insieme alle altre regole per tenere sotto controllo il contagio: indossare le mascherine e igienizzarsi correttamente le mani. Non dimentichiamo e non sottovalutiamo la vaccinazione: senza, non potremo tornare a una vita normale». green pass per le visiteVaccinazione ancora più importante, ora, anche per le visite in ospedale.

Senza Green pass, infatti, non sarà possibile accedere, come sottolinea l’Asl Toscana nord ovest. «Il personale addetto all’ingresso delle strutture sarà quindi tenuto a verificare che ciascun visitatore o accompagnatore sia in possesso della certificazione verde, a integrazione dei controlli già attive come quello della temperatura, dell’igiene delle mani e del motivo dell’accesso - precisa l’azienda sanitaria -. È una misura che applica le disposizioni nazionali in tema di limitazione della diffusione del contagio da coronavirus a tutela della salute collettiva e in particolare dei malati e dei luoghi sensibili come le strutture sanitarie». Per la visita ai ricoverati, il familiare dovrà essere autorizzato dal direttore o coordinatore della struttura. Ogni paziente ricoverato può ricevere un solo visitatore per ogni turno di visita durante le fasce orarie di accesso: potrà entrare un solo visitatore alla volta per stanza. Al massimo per quindici minuti.

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