La manifestazione
Una strada trasformata in discarica dagli incivili
La via viene utilizzata da chi abbandona la spazzatura senza farsi vedere Chiesta una telecamera in zona: «Con le multe si ripagherebbe in un giorno»
Luigi Spinosi
LUCCA. Qui non c’è bisogno che qualcuno ti obblighi a indossare la mascherina. Quella, se ce l’hai, la metti istintivamente per proteggerti dal cattivo odore. Siamo in via delle Viette, tra i quartieri di San Vito e di San Marco, una zona a metà strada fra la campagna e l’urbanizzato: ci sono case e ci sono campi, ci sono viali trafficati e stradine strette semidimenticate. Tra queste ultime c’è proprio via delle Viette: fatta a piedi sono 80, 90 passi, non di più. Qui di macchine ne passano pochine, visto che è strettissima e che lì, a due passi, vi sono strade ben più comode e sicure. Però a piedi e in bicicletta rappresenterebbe un’ottima scorciatoia per muoversi dalla zona residenziale a quella commerciale. Il condizionale però è d’obbligo, perché fare quelle poche decine di passi richiede un bello stomaco, in senso letterale. Quella strada, e i campi che la circondano, sono diventati a tutti gli effetti una discarica.
Ai lati, nei fossi e tra le frasche, è possibile trovare di tutto: pezzi di mobili, bottiglie, cartoni, ma soprattutto tanti sacchi e sacchetti pieni di monnezza. Dal classico sacchettino della spesa fino a quelli neri condominiali, tutti buttati lì. La spiegazione di quel disastro è semplice: la strada è buia e facile da raggiungere, e per chi vuol disfarsi della propria spazzatura, fregandosene di concetti quali regole, educazione o buonsenso, è facile arrivare sin qui in auto e buttare l’immondizia, magari senza nemmeno scendere dalla macchina.
Ma se la spiegazione è semplice, anche la potenziale soluzione al problema non pare molto complicata: «Basterebbe mettere una telecamera a sorvegliare la strada», commenta Veronica Bazzichi, insegnante del Passaglia che abita poco lontano, e che da tempo combatte una battaglia impari contro quel degrado.
«Ormai ho perso il conto delle segnalazioni fatte a Sistema Ambiente – prosegue la testimonianza – una volta mi ci sono messa io a raccogliere tutta la spazzatura e a riempire i sacchi per farli portare via. Ma dopo poco tutto era come prima. Poi c’è chi butta anche resti di cibo, rifiuti organici che attirano topi e insetti». Oltre a che a puzzare parecchio come è facile constatare.
Adesso, anche nei pochi punti dove non c’è immondizia, si nota l’erba schiacciata: «È stata schiacciata dai sacchi di spazzatura che sono stati rimossi». Quindi se la situazione appare intollerabile adesso, in altri momenti è stata ancora peggiore. E anche intervenire non appare facile: certo, i sacchi più grossi li puoi levare, ma resta tutto quell’insieme di sacchettini e sudicio vario nascosto tra l’erba e i rovi. E poi, tanto, se riesci a toglierla, dopo poco quella sporcizia ricompare. «Il proprietario del terreno periodicamente taglia l’erba, prova a tenere pulito – continua Veronica – ma tanto c’è chi continua a utilizzare questa zona come discarica». E quando la vegetazione inevitabilmente ricresce è difficile anche intervenire per tagliarla di nuovo, a meno di non fare una sorta di macinato di erba, plastica, vetro e di tutto lo schifo che qui è stato gettato (e che a quel punto diventa ancor più difficile da rimuovere).
Ecco quindi che la soluzione migliore appare quella della prevenzione: «Ci sono anche quei pali alti all’inizio e alla fine della strada dove poter mettere una telecamera. A suon di multe probabilmente si ripagherebbe in un giorno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
