Finanza
«Stop alla sosta selvaggia e a strade piene di buche»
Gli abitanti di Santa Maria del Giudice lamentano anche la mancanza di fognature con gli scarichi delle abitazioni che finiscono direttamente nei fossi
LUCCA. Parcheggi selvaggi, buche (anche piuttosto profonde) sull’asfalto e l’acquedotto ridotto a un colabrodo con perdite molto frequenti, soprattutto d’estate. E la fognatura – a eccezione della centrale via Vittorio Emanuele III – in gran parte mancante. «Con gli scarichi di molte famiglie che, in assenza delle fognature, finiscono direttamente nei fossi», spiega Giuliano Ricci.
A Santa Maria del Giudice, di cose da migliorare ce ne sono parecchie, denunciano i residenti. Qualcuno lo dice a denti stretti perché in quella frazione al confine tra le province di Lucca e Pisa ci è nato. E – lo dicono chiaramente – non vorrebbero vivere da nessun’altra parte se non lì. Ma questo amore incondizionato per il territorio in cui abitano non impedisce loro di vederne i difetti. «Credo che la nostra storia sia molto simile a quella di altre frazioni della Lucchesia – sottolinea Ricci – e non è vero che siamo tutti uguali. Il centro viene valorizzato sempre di più della periferia. Di linfa, per le zone periferiche, ce n’è sempre meno. Con tutte le conseguenze e i disagi che, ormai, conosciamo. E che vorremmo fossero risolti. Una volta per tutte, per valorizzare ancora di più questo bellissimo territorio».
Per migliorare Santa Maria del Giudice, in effetti, non ci vorrebbe poi tanto. Ma bisognerebbe perlomeno cominciare. Da quelle buche, ad esempio, che sono il tormento degli abitanti. «La viabilità qui è in sofferenza – spiega Marco Bertolami – le strade sono strette e disseminate di buche. Il traffico non manca, soprattutto d’estate, quando i turisti raggiungono i bed and breakfast della zona. Basterebbe intervenire, stendere un velo d’asfalto. E ne guadagnerebbero tutti quanti: abitanti e visitatori».
E un altro problema – sempre sollevato da Bertolami – è quello dell’acquedotto. «Vecchio di cinquant’anni e ormai ridotto a un colabrodo – sottolinea – con perdite d’acqua molto frequenti. Anche su questo aspetto bisognerebbe intervenire. Al più presto. Così come sulle fognature, assenti in gran parte del paese. Con le famiglie costrette a organizzarsi come possono. Ricorrendo a fosse biologiche, nella migliore delle ipotesi e scaricando direttamente nei fossi, nella peggiore».
Poi c’è il tema dei parcheggi selvaggi. Diva Ruberti, 90 anni, è nata a Santa Maria del Giudice. E – precisa – non vorrebbe vivere da un’altra parte se non lì. Così come la figlia Giuliana Vittoria Montanari che sottolinea come la qualità della vita, nella frazione di Lucca, sia buona.
«Ma i tempi sono cambiati, rispetto a quando ero più giovane – spiega la signora Ruberti – . Un tempo c’era più rispetto, tutti ci davamo una mano anche tra concittadini. E per rispetto intendo anche il modo in cui prima si parcheggiavano le auto. Ora, invece, ognuno va avanti per la sua strada. E basta guardare le auto parcheggiate a lato strada per capire quanto poco sia il rispetto. Le macchine invadono gran parte della carreggiata, già stretta, impedendo di fatto la circolazione stradale. Un problema di non poco conto, che crea disagio agli abitanti. Ma che rappresenta anche un pericolo per chiunque viaggi sulle nostre strade, anche piuttosto trafficate. Servono più controlli».
La speranza è che il Comune intervenga con una serie di interventi per riqualificare la frazione. «Anche perché basterebbe davvero poco per valorizzare Santa Maria del Giudice. Non serve un grosso sforzo», concludono i residenti. La speranza non la perdono.
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