Sicurezza
Calzaturificio Claudia in aiuto della mensa della solidarietà
Iniziativa in memoria dell’imprenditore Aldo Chelini recentemente scomparso per sostenere un’attività che non conosce vacanze
CAPANNORI. A fine luglio è scomparso, a 79 anni, Aldo Chelini, a lungo alla guida del calzaturificio Claudia di Segromigno in Monte. Veterano del settore, negli anni novanta è stato anche vicepresidente dell’associazione nazionale assocalzaturici. In sua memoria i dipendenti del calzaturificio, nato nel dopoguerra, all’inizio specializzato nella produzione di zoccoli e poi nella produzione di scarpe di moda, ha raccolto una somma che è stata devoluta a un ente benefico, rispettando la volontà dell’imprenditore. E la scelta è ricaduta sulla mensa della solidarietà del paese.
«Aldo Chelini, noto imprenditore della calzatura segromignese, era una persona molto impegnata nella vita della comunità lucchese e ha sempre avuto attenzione verso il suo territorio – ricorda Paolo Cecchini, rappresentante della struttura della mensa sociale – anche se negli ultimi anni aveva scelto di trasferirsi in Tunisia, il lavoro e gli affetti lo portavano a tornare spesso a Lucca e nella Piana e così, pensando proprio alle realtà locali e ai bisogni delle persone, i suoi dipendenti hanno deciso di devolvere questa somma proprio alla mensa della solidarietà di Segromigno in Monte. Un bellissimo modo per dimostrare la stima e l’affetto che aveva per i dipendenti e l’attaccamento per la sua comunità. Un ringraziamento doveroso e caloroso arriva dai volontari della mensa e da parte di tutte le persone che con questo sostegno potranno essere aiutate».
Una mensa che non va in vacanza. Negli ultimi mesi le richieste di accesso sono tornate ad aumentare e i numeri dei pasti serviti sono lo specchio di un’emergenza acuita dalla pandemia. «In questo momento siamo sui 50-60 pasti al giorno e abbiamo visto anche qualche volto nuovo – dice Paolo Cecchini, portavoce del gruppo di volontari che ogni domenica si mettono ai fornelli per i bisognosi – un servizio che nel primo lockdown ha toccato punte di 80 pasti al giorno con un raddoppio dei pasti giornalieri rispetto al periodo pre Covid e che poi si è andato assestando negli ultimi mesi. La pandemia ha sicuramente accentuato le necessità del territorio e sono cresciuti i poveri, anche tra persone che hanno perso il lavoro e senza più gli aiuti della famiglia e dei parenti o degli amici».
A crescere per fortuna è stata anche la solidarietà. «La nostra mensa lavora in rete con tutte le altre del territorio e la pandemia ha modificato l’organizzazione del lavoro, cucinando i pasti nella nostra sede per poi consegnarli al punto di smistamento a Lucca». I volontari seguono anche le famiglie della zona in stato di necessità, con la distribuzione di beni di prima necessità. «Negli ultimi mesi abbiamo avuto tante donazioni. Naturalmente le necessità crescono e siamo sempre pronti ad accettare ogni donazione per fronteggiare le tante esigenze».
N. N.
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