La protesta
Cinque chilometri di coda sotto il sole sul Brennero a causa del senso alternato
Il sindaco di Bagni di Lucca Michelini durissimo con l’Anas «Da oltre due mesi i lavori sono fermi, e così continua il senso unico alternato»
Bagni di Lucca. Cinque chilometri di coda tra il Ponte Pari di Borgo a Mozzano e Ponte a Serraglio di Bagni di Lucca, con automobilisti inferociti e stremati sotto il sole a 37 gradi, per almeno un’ora e mezzo.
Niente di più prevedibile. I semafori sulla statale del Brennero nel giorno di Ferragosto hanno creato un ingorgo pazzesco, per evitare il quale nulla è stato fatto. Fermo il cantiere dell’Anas, nessuno a tentare disciplinare il traffico e magari deviarlo su tortuose vie secondarie, prima di trovarsi imbottigliati nell’inferno rovente.
Altro che giornata di vacanza e relax nelle località collinari e montane della Val di Lima e della Montagna Pistoiese. Famiglie arrivate da mezza Toscana per raggiungere magari l’Abetone hanno passato una giornata da incubo. E l’ingorgo sulla statale 12 ha avuto conseguenze anche sulla via Lodovica, dove tanti hanno invano cercato una via di fuga sull’altra sponda del Serchio.
È pluridecennale il disagio sulla statale 12. Non sono bastati i tanti tragici incidenti dovuti anche a smottamenti e frane, non hanno indotto ad accelerare i tempi le continue chiusure per le frane tra Socciglia e Chifenti, a cui è seguito puntuale l’arrivo in più punti di semafori per disciplinare il traffico a senso unico alternato.
Due settimane fa Paolo Michelini, primo cittadino di Bagni di Lucca, aveva invano tentato di avere dall’Anas spiegazioni sul motivo per cui da mesi sono fermi i lavori tra il Ponte del Diavolo e Chifenti, teatro dell’ultima frana e del cedimento del terrapieno sul greto del Serchio.
Michelini chiedeva in particolare perché l’Anas non stesse rispettando gli impegni presi con i Comuni e confermati anche nel confronto in prefettura, sulla tempestività dell’intervento che serve per consolidare la massicciata lungo il fiume Serchio, soggetta a continui smottamenti, e a bonificare la scarpata a monte, dalla quale cadono massi, piante e terra alle prime piogge intense.
L’impegno dell’Anas era di concludere i lavori entro l’inizio dell’estate, ma fatta la toppa nel punto in cui la statale 12 è franata di nuovo, tra il Ponte Pari e Chifenti, i lavori si sono fermati. E niente più si sa degli impegni presi per bonificare completamente il tratto di strada con opere definitive e complessive per circa 5 milioni di euro. Vane le pressioni degli amministratori locali. Sulla statale 12 il traffico rimane da mesi a senso unico alternato e le code e i disagi per residenti e pendolari si sono ampliati con l’arrivo del traffico turistico. Nel giorno di Ferragosto c’è stata quindi l’inevitabile coda chilometrica, con ogni probabilità non l’ultima di questa estate.
«Dopo gli incontri avvenuti in Prefettura – ricorda il sindaco di Bagni di Lucca – l’Anas aveva dato tempistiche certe sull’esecuzione dei lavori sulla frana nel tratto tra Chifenti e il Ponte del Diavolo e sulla riapertura a doppio senso di circolazione. Ma da oltre due mesi i lavori sono fermi, nessun operaio o macchina operatrice in cantiere. E continua il senso unico alternato con grossi disagi per la circolazione. Una penalizzazione per gli abitanti e gli operatori di Bagni di Lucca e dell’intera Valle del Lima. Nei giorni festivi e prefestivi, in particolare, la situazione diventa pesante con lunghe file sia nella direzione Lucca-Abetone che viceversa».
Michelini chiede quindi ad Anas di procedere a riprendere subito i lavori, evitando che l’arrivo delle piogge autunnali li rendano ancora più complessi. Per gli amministratori di Bagni di Lucca è assolutamente fondamentale la realizzazione di un nuovo ponte sul Serchio tra Fornoli e Pian della Rocca, per poter utilizzare senza code almeno la via Lodovica, sulla sponda opposta rispetto alla statale .
Emanuela Ambrogi
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