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Mercuri (Cgil): «Sono 1.780 gli insegnanti da nominare»

Mercuri (Cgil): «Sono 1.780 gli insegnanti da nominare»

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lucca. In provincia di Lucca mancano 1.780 supplenti. Lo afferma la Cgil scuola, attraverso il segretario provinciale Antonio Mercuri.

«Ad oggi mancano circa 1.780 supplenti tra scuola dell’infanzia, primaria, medie, superiori, sostegno compreso – spiega Mercuri –. Questo ci fa capire che ancora una volta i problemi strutturali della scuola statale non sono risolti. È inaccettabile che ci sia un numero così alto di precari che ogni anno ruotano, ma soprattutto non è accettabile il nuovo sistema di chiamata per le nomine, sia per i tempi ristrettissimi visto che si dovrà svolgere dal 10 al 21 agosto con tutte le criticità del periodo, sia per le modalità: la scelta viene fatta su una piattaforma che prevede dieci o più possibilità per ogni insegnamento e o istituto ma poi hanno introdotto un numero massimo di scelte che è di 150 al massimo».

Tutto questo, aggiunge, «sta portando enormi problemi agli insegnanti, costretti a fare una scelta quasi al buio. A Lucca il sistema misto fra presenza e online funzionava benissimo, magari lungo e macchinoso, ma a fine settembre o al massimo ai primi di ottobre avevamo sistemato tutto il personale. Questo sistema garantiva trasparenza, consapevolezza e continuità per gli alunni. Oggi invece queste procedure saranno gestite da un algoritmo e a quanto pare l'amministrazione non fornirà neanche i risultati finali riassuntivi. Le cattedre saranno assegnate con un messaggio email».

Mercuri cerca di tranquillizzare i precari sulle cattedre. «Se è vero – dice – che qualcosa non appare, è normale. Alcune cattedre vengono accantonate per eventuali altri ruoli e o surroghe. C’è poi da considerare che il calo degli alunni in provincia ha portato una riduzione degli organici».

«Abbiamo massima fiducia nella commissione e nei dirigenti scolastici impegnati in questa fase delicatissima. Non avrebbe senso non riportare le disponibilità effettive, anzi sarebbe un danno per le scuole. L’errore è dettato dai tempi imposti dall’amministrazione centrale. Chiudo con un dubbio: il polverone alzato sui vaccini nelle scuole in questo periodo sarà per nascondere problemi storici mai risolti? Classi troppo numerose, spazi, organici insufficienti, precariato?».

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