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Altopascio 

Preso a bastonate nel cantiere. Erano almeno in tre contro uno

Luigi Spinosi
Preso a bastonate nel cantiere. Erano almeno in tre contro uno

A 24 ore di distanza dall’aggressione in piazza Umberto, un altro caso di violenza. È accaduto  in una traversa di via Valico, vicino al centro città

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ALTOPASCIO. A distanza di 24 ore dall’episodio di piazza Umberto si registra una nuova aggressione ad Altopascio. Stavolta in una traversa di via Valico, non lontano dal centro cittadino. A dare l’allarme alcuni residenti, che hanno assistito all’aggressione di un giovane da parte di almeno altre tre persone, con l’identità di tutti i protagonisti che al momento è ignota. Teatro dell’accaduto una strada solitamente tranquilla in un quartiere residenziale. Qui, a un certo punto, si sono sentite delle urla arrivare dal cantiere di un’abitazione in costruzione. I testimoni hanno visto almeno tre persone che, con un bastone, hanno cominciato a colpirne un’altra, prima di fuggire a piedi. Una volta scappati gli aggressori anche la vittima, seppur barcollante per le botte ricevute, si è dato alla fuga.

Una situazione di per sé già brutta, ma ad allarmare ulteriormente, oltre alla violenza del gesto, è anche la tempistica dell’episodio, esattamente a un giorno di distanza da un’altra aggressione avvenuta non lontano da qui, quella di piazza Umberto appunto. Qui, giovedì sera, cinque persone che, dopo essere scese da un’auto, avevano aggredito un ventenne originario del Marocco. Il giovane era stato colpito ripetutamente con pugni, calci e anche con delle bottiglie, oltre a essere stato poi colpito di striscio dall’auto su cui gli aggressori sono fuggiti subito dopo. Tutto era successo all’ora di cena, in piazza Umberto, davanti a tante persone spaventate. Il giovane è stato poi portato all’ospedale di Lucca. Per quell’episodio i carabinieri erano riusciti a identificare, nel giro di pochissimo, gli autori dell’aggressione. Le testimonianze delle molte persone presenti in quell’occasione hanno permesso di individuarle. Però la possibilità di prendere provvedimenti nei loro confronti è nelle mani dell’aggredito.

Il ventenne che era finito in ospedale giovedì sera, infatti, alla fine ha fortunatamente riportato conseguenze molto meno serie di quello che si temeva in un primo momento. Per lui i medici avevano stabilito una prognosi di dieci giorni, ma per procedere d’ufficio (ossia al di là del consenso o meno del diretto interessato) serve un referto con una prognosi di almeno venti giorni. Quindi, a questo punto, sta alla vittime decidere o meno se presentare denuncia ai suoi aggressori, e quindi dare un seguito giudiziario alla vicenda, oppure lasciar perdere e far chiudere quella vicenda.

Ma resta anche un altro nodo da sciogliere, ossia vedere se tra l’episodio di giovedì e quello di ieri sera esiste un collegamento, come potrebbe far pensare la vicinanza temporale e anche fisica delle vicende, o se si tratta di episodi scollegati tra loro, ipotesi che non sarebbe meno inquietante. Anzi.

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