Italia
Lucca: il rubinetto spruzza e nessuno riesce a riempire taniche e bottiglie
Richiesta a Geal di intervenire sul fontanello in viale Giusti: «La gente si bagna tentando di approvvigionarsi»
LUCCA. Un rubinetto “ingestibile” per il fontanello pubblico vicino alla stazione ferroviaria, tanto che approvigionarsi di acqua, per i cittadini, diventa quasi impossibile. Lo racconta in una lettera inviata al Tirreno un cittadino lucchese, Fabrizio Simonetti (conosciuto anche come dirigente della Cgil di Lucca), che ha sperimentato di persona il disagio di tanti altri utenti. Evidentemente il rubinetto, installato dopo che quello precedente si era rotto, dovrebbe essere di nuovo sostituito. La noncuranza con cui viene mantenuto quello che spruzza, per Simonetti , è indicativa «della mancanza di attenzione verso i bisogni dei cittadini che spesso, come in questo caso, denota l'agire di chi gestisce la cosa pubblica».
«Sembra quasi uno di quei giochi di abilità che troveremo al Luna Park durante il “Settembre lucchese”. Si tratta, invece, della fontanella pubblica tra viale Giusti e via Mazzini, gestita dalla Geal», premette Simonetti. Dopodiché viene agli antefatti. «La fontanella in questione – prosegue – è una delle più apprezzate e frequentate dai lucchesi, dato che fornisce ottima acqua, potabile e gratuita. Quasi a tutte le ore ci sono persone in fila. Molti pensionati, ma non solo. Tanto che c’è stato un periodo, durante l’emergenza Covid, nel quale è stata chiusa per evitare assembramenti. Poi, un bel giorno, che è successo? Il rubinetto si è rotto e la Geal lo ha sostituito. Tutto bene, dunque. Ma neanche per sogno! Perché, come ai nostri tempi ormai succede troppo spesso, il lavoro è stato fatto male. Mi spiego meglio: prima c’era un rubinetto di ottone da tre quarti di pollice che erogava un bel getto uniforme d’acqua col quale in tempi ragionevoli e senza troppe difficoltà si riempivano bottiglie, taniche e recipienti vari. Ora, invece, è stato messo un rubinetto più piccolo, che spruzza l’acqua ovunque tranne che nella bottiglia. Pensionati che si bagnano le maniche o si lavano le scarpe tentando di riempire le bottiglie di plastica. Bottiglie nelle quali viene infilato il rubinetto, con procedura alquanto discutibile dal punto di vista igienico. Taniche tenute sospese finché non sono piene, col rischio di sforzi e strappi. Auto lasciate in moto con l’aria condizionata accesa per evitare che eventuali accompagnatori si sentano male nelle lunghe attese».
Naturalmente, aggiunge, «ho contattato Geal, segnalando gli inconvenienti, ma ad oggi niente. Io capisco che con tutto quello che succede nel mondo il rubinetto della fontanella è poca cosa. Ma, se ci pensiamo, riflette un comportamento superficiale e una mancanza di attenzione alle persone che troppo spesso ci troviamo di fronte da parte di chi gestisce la cosa pubblica. In fondo, a chi vuoi che interessino le lagnanze di qualche cittadino, per un rubinetto un po’ più grande o più piccolo». Simonetti prosegue nel suo ragionamento. «So che alla Geal ci sono ingegneri e tecnici qualificati. Da comune cittadino, che usa rifornirsi alla fontanella in questione, chiedo loro un piccolo, ma significativo gesto di attenzione: per favore, metteteci di nuovo un rubinetto adatto, che funzioni, finalmente». Perché, in queste condizioni, riuscire nell’impresa di riempire la bottiglia è un obiettivo assai arduo.
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