Italia
Aggrediscono giovane e cercano d’investirlo con una macchina
Scesi dall’auto, in cinque prendono a bottigliate un ventenne È accaduto in piazza Umberto davanti alla gente che cenava
Luca Tronchetti
ALTOPASCIO. Una spedizione punitiva in piena regola. Accaduta nel cuore di Altopascio e di fronte a un centinaio di persone che stavano cenando e conversando in tranquillità fuori da un ristorante in piazza Umberto. Accade tutto in pochi minuti. Improvvisamente un’auto – dalle prime testimonianze un’Alfa Romeo scura – si ferma a pochi metri da un giovane poco più che ventenne originario del Marocco. Scendono cinque persone, probabilmente connazionali, tra i venti e i trentacinque anni. È un attimo. Si scagliano come delle belve contro il malcapitato usando delle bottiglie per colpirlo ripetutamente anche quando il ragazzo, sopraffatto da quella violenza inattesa, cade sull’asfalto e riceve calci e pugni. La scena, degna di un film poliziesco, provoca un comprensibile spavento tra gli avventori del locale alcuni dei quali si allontanano o entrano nel ristorante o in altri esercizi commerciali per mettersi al riparo da eventuali pericoli.
I cinque aggressori proseguono imperterriti la loro spedizione punitiva. Risalgono in fretta nell’abitacolo e della vettura, mettono in moto e cercano, riuscendoci, d’investire il giovane che nel frattempo stava cercando di rialzarsi dopo le percosse ricevute. La macchina lanciata a forte velocità lo colpisce di striscio prima di allontanarsi nell’oscurità fuori dal centro storico di Altopascio.
Nel giro di pochi istanti piombano nella zona una pattuglia dei carabinieri di Altopascio e una della polizia municipale del comune del Tau. E contestualmente arriva anche un’ambulanza con i volontari che caricano il ferito sull’autolettiga prima di trasferirlo al pronto soccorso dell’ospedale San Luca con un’ampia ferita alla testa e lesioni multiple.
Le forze dell’ordine, dopo aver ascoltato alcuni testimoni, si mettono alla ricerca dell’auto con i quattro stranieri a bordo. Sembra infatti che, almeno parzialmente, sia stato individuato il numero di targa. Una cosa è certa: il giovane ferito, se intenderà collaborare, potrà sicuramente spiegare agli inquirenti cosa si cela dietro alla sua aggressione.
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